Carla Zocchi
Gemme di saggezza buddhista

 


 

PASSI SCELTI

   

PREMESSA

L’insegnamento di Siddhârtha Gautama, il Buddha, risale a circa 2500 anni fa. è tuttora dinamicamente attivo, e attrae l’attenzione anche del mondo occidentale, in modo particolare dopo la diaspora delle genti del Tibet.

Siddhârtha Gautama nacque nella famiglia dei Sâkya nella metà del VI secolo a.C. All’età di ventinove anni abbandonò la famiglia, il regno e tutti gli agi che erano a sua disposizione per dedicarsi alla ricerca della via della liberazione, percorrendo la quale l’umanità avrebbe potuto liberarsi dalla sofferenza. Sei anni di ascetismo lo condussero alla notte in cui, sotto l’albero della bodhi, ottenne l’illuminazione. Da quel momento fu conosciuto come “il Buddha”, il Risvegliato, l’Illuminato. Egli è il Buddha storico, il Buddha della nostra era.

Nella cosmologia buddhista viene concepito un ciclo eterno e immutabile in cui i mondi si formano, si sviluppano, declinano e poi periscono per nuovamente ricostituirsi. A ciascuna di queste fasi viene dato il nome di kalpa.

Il presente kalpa è denominato bhadra-kalpa, l’eone fortunato, l’Era Aurea nella quale appariranno mille Buddha. Sâkyamuni è il quarto e lo seguirà Maitreya Buddha. Questa tradizione è riportata in un sûtra che reca il seguente titolo: Ârya-bhadra-kalpika-nama-mahâyâna-sûtra.

Trascorso un breve periodo di tempo dopo l’illuminazione, Buddha Sâkyamuni iniziò a trasmettere l’insegnamento. La tradizione ci informa come egli abbia girato la ruota del Dharma in tre occasioni. Il primo giro a Isipatana, il secondo sul Picco dell’Avvoltoio nei pressi di Râjagriha, il terzo a Vaiçâlî.

Tenne il primo discorso ai cinque asceti già suoi compagni nella foresta, nel Parco dei Cervi a Isipatana (oggi Sârnâth) nei pressi di Benares.

Questo primo sermone è conosciuto come “Il sûtra della messa in moto della Ruota della Legge”, il Dharma-cakra-pravartana-sûtra. Qui il Buddha consiglia di abbandonare i due estremi: l’estremo della dedizione ai piaceri dei sensi, che è bassa, inutile, indecorosa; e l’estremo che conduce a una vita ascetica, che è dolorosa, non nobile e inutile. E indica la Via di Mezzo, da lui scoperta e sperimentata, che conduce alla quiete, alla visione profonda, all’illuminazione: l’Ottuplice Sentiero.

In questo sûtra vengono indicate le Quattro Nobili Verità. La prima concerne il duhkha, a cui noi diamo il significato di “sofferenza”; secondo l’insegnamento del Buddha è riferito a tutto ciò che è impermanente, che è privo di sostanza propria. La seconda è la Verità della causa del duhkha. La terza consiste nel concetto che la causa che produce duhkha deve essere eliminata, e questo è possibile con la pratica del Nobile Ottuplice Sentiero, la quarta Nobile Verità.

Perciò l’esistenza fenomenica deve essere conosciuta, la sua causa rimossa e così via.

Questi concetti così profondi e di difficile comprensione sono stati ripresi dal Buddha in varie occasioni e li troviamo ampliamente delucidati in alcuni sermoni. è noto il Pratîtyasamutpâda-sûtra, il discorso della produzione condizionata, la dottrina della originazione dipendente. Il Beato si trovava a Srâvastî, nel parco di Anâthapindika, con un gran numero di monaci, quando diede la spiegazione di quel principio.

Nel corso delle sue meditazioni aveva visto che l’uomo è legato alla ruota della vita, e aveva pure visto che l’uomo ha la possibilità di liberarsi dal ciclo di nascita e morte. Per cui ora chiede ai discepoli di ascoltare con attenzione. Indica il fatto che “se c’è questo, c’è quello; se appare questo, appare quello; se non c’è questo, non c’è quello; con la cessazione di questo, c’è la cessazione di quello”. Quindi presenta la produzione condizionata sviluppata in dodici anelli (nidâna), ciascuno responsabile del formarsi del successivo.

Dall’ignoranza si producono i samskâra, le predisposizioni; da questi, la coscienza; dalla coscienza si produce l’uomo, dal quale provengono i sei organi dei sensi e da questi il contatto; condizionata dal contatto proviene la sensazione, da questa la sete, dalla sete l’attaccamento, quindi il divenire, dal divenire proviene la nascita, dalla nascita vecchiaia e morte. Questa è l’origine di tutta la grande massa di dolore che opprime l’umanità. Se l’ignoranza non si è dissolta, la ruota della vita riprende il suo giro.

Appartengono al secondo giro della ruota del Dharma, al periodo intermedio, gli insegnamenti che introducono il principio della Vacuità (Sûnyatâ), il cui scopo è la cessazione del duhkha.

Vasta è la collezione di testi compilati in questo periodo. I libri della Prajñâpâramitâ, la Sapienza trascendente, di filosofia speculativa i cui contenuti spaziano dalla psicologia, alla logica, alla metafisica e altro, indicano chiaramente la posizione del Mahâyâna, in cui appare evidente lo sviluppo graduale degli insegnamenti della scuola antica, Theravâda.

Fra i grandi pensatori indiani dell’epoca emerge la figura di Nâgârjuna, vissuto probabilmente nel secondo secolo della nostra era. La Madhyamakakârikâ, la Sûnyatâ Saptati, il Catuhstava, sono le sue opere più significative. Egli, partendo dagli insegnamenti contenuti nel Pratîtyasamutpâda, reso acuto e saldo dallo studio dei sûtra della Prajñâpâramitâ, e usando una logica serrata, riesce a dimostrare con perfetta chiarezza l’assenza di natura propria di tutto ciò che è il mondo manifesto.

L’insegnamento del terzo giro della ruota del Dharma accerta l’essenza della realtà assoluta e conduce a una perfetta e corretta comprensione di ciò che né “è” e neppure “non è” l’Ultima Realtà.

Tale insegnamento presenta il concetto della Chiara Luce della Mente.

Il sentiero indicato dal terzo giro è di carattere gnostico-magico ed è denominato Veicolo di Diamante (Vajrayâna), e anche Tantrayâna.

Le prime due vie, il Theravâda e il Mahâyâna, prevedono uno sviluppo lento e graduale. Il veicolo del Tantra presenta un cammino rapido, fondato soprattutto sull’esperienza mistica, ove il miste realizza in se stesso l’unione del mezzo (upâya, principio attivo identificato con la Compassione) e della conoscenza (prajñâ, principio passivo identificato con la Vacuità). I due sono strettamente cooperanti e indissolubili.

La scelta dei sûtra e dei brani qui raccolti è stata dettata da un’esigenza particolare: che l’insegnamento ivi contenuto possa essere di beneficio a tutti gli esseri.


  
Mi inchino con devozione a Gautama,
il quale, mosso da compassione,
con la vera dottrina,
ha insegnato ad abbandonare tutte le opinioni.

 
Nâgârjuna

 

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Un bodhisattva
dotato del potere dell’imparare con sagacia
non può essere sopraffatto dai quattro demoni
per quattro ragioni:
in quanto egli dimora nella Vacuità,
in quanto egli agisce in accordo con le sue parole,
in quanto non ha abbandonato gli esseri viventi,
e grazie al fatto che è dotato
delle benedizioni del Signore Buddha.


Prajñâpâramitâ

 

 

* * *

  

La stagione dei fiori si è dissolta,
l’ape turchese non se ne rattrista…


VI Dalai Lama

 

 

* * *

  

L’uomo che considera il mondo
come una bolla d’acqua, come un miraggio,
costui sfugge agli sguardi del re della morte.


Dhammapada

 

 

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È giunto il tempo in cui dobbiamo cominciare
a pensare a un livello più profondo,
al livello cioè dell’effettivo essere umano,
cercare di agire con stima e rispetto per tutti gli esseri.
Dobbiamo costruire un rapporto più stretto fra noi,
basato sulla mutua fiducia,
mutua comprensione, rispetto, aiuto,
indipendentemente da cultura, filosofia e religione.
Tutti siamo fatti di carne, ossa e sangue
e, ciò che più importa, abbiamo gli stessi sentimenti, desideri, speranze, ambizioni.
Tutti cerchiamo di evitare la sofferenza
e conseguire la felicità.
Apparteniamo perciò a una sola grande famiglia,
che comprende l’umanità tutta di questo pianeta.


XIV Dalai Lama

 

* * *

  

Come il grande oceano non ha che un sapore,
il sapore del sale,
così questa dottrina e questa disciplina
hanno un unico sapore,
il sapore della liberazione.


Samyutta-nikâya

 

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Quando l’uomo, sia dell’est che dell’ovest,
si accorgerà della propria follìa,
porrà il Tibet su di un alto piedistallo.


Clifford Thurlow

 

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Il profumo dei fiori non va contro vento,
né del sandalo, né del gelsomino;
ma il profumo dei buoni va contro vento.
L’uomo eccelso va in tutte le direzioni.


Abhidharma

 

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Quando la freccia è appoggiata all’arco,
se il pollice dell’arciere si applica con impegno,
la freccia potrà raggiungere il bersaglio.


Padma thang yig

 

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Quando aveva la gemma
non valutava la preziosità del gioiello.
Quando perse la gemma
la malinconia lo oppresse.


VI Dalai Lama

 

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Fruire piacevolmente del mondo dei sensi
significa essere invischiati nel mondo dei sensi.
Il fior di loto si raccoglie senza toccare l’acqua.
Così lo yogin che è risalito alla radice delle cose
non è assoggettato ai sensi,
sebbene ne fruisca.


Canti dei Siddha

 

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Allora il Buddha tenne il seguente discorso:
“Chi ha la mente purificata
non compete con il mondo né lo condanna.
La meditazione gli farà vedere
che nulla quaggiù è duraturo.
Chi ha la mente purificata
non compete con il mondo né lo condanna.
La meditazione lo illuminerà di una luce
che allontanerà i tre veleni che oscurano la mente:
l’illusione, l’avversione, il desiderio.
Egli sarà sul sentiero della liberazione
che conduce fuori dal ciclo di nascita e morte.
La sua mente non sarà più attratta
dagli oggetti mondani,
ma si stabilizzerà sulla meta suprema”.


Mahâparinirvâna-sûtra

 

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Il processo di trasmigrazione (samsâra)
non si distingue affatto dalla liberazione (nirvâna).
La liberazione in nulla
si differenzia dal samsara.


Nâgârjuna

 

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Non è necessario trovarsi d’accordo
sul piano filosofico.
Non abbiamo bisogno di condividere
un tempio o una credenza.
Se abbiamo buona volontà,
la nostra mente e il nostro cuore sono il tempio.
è sufficiente la pratica della gentilezza.
Questa è la mia religione.


XIV Dalai Lama

 

* * *

  

Ancora il Buddha pronunziò queste parole:
“O monaci, una mente pura
è capace di vanificare la brama e l’ira.
Purificata in tal modo la mente,
la riflessione e la conoscenza
plasmeranno i pensieri.
La conoscenza di una mente pura
è la via alla liberazione”.


Mahâparinirvâna-sûtra

 

* * *

  

Desiderare troppo turba la mente.


Milarepa

 

* * *

  

O divini possessori della sapienza,
vi chiedo di tenermi nella vostra mente
e di guidarmi con grande amore sulla via.
Nel momento in cui sto vagando nel samsâra
a causa delle forti tendenze,
vi imploro, guidatemi sulla via luminosa
della luce della saggezza innata,
voi possessori della saggezza ed eroi,
guidatemi!
Possano le dâkinî seguirmi.
Possiate voi liberarmi dalla paura
del periglioso bar-do e condurmi
verso la pura sfera dello spazio.


Bar-do Thos-grol

 

* * *

  

Noi asseriamo
che tutto ciò che è coproduzione condizionata,
è Vacuità.
Questa procede da consuetudine.
Questa è la Via di Mezzo.


Nâgârjuna

 

* * *

  

In Tibet, i dotti non hanno dimenticato
la pratica religiosa,
e i praticanti non hanno dimenticato lo studio.
I saggi hanno unito la conoscenza alla realizzazione.


XIV Dalai Lama

 

* * *

  

Il Buddha non è andato al di là,
e l’Insegnamento non ha cessato di esistere;
ma, al fine di portare gli esseri viventi alla maturità,
il Buddha palesò il suo trapasso nel nirvâna.


Suvarna-prabhâsa

 

* * *

  

Ecco ora qual è la Nobile Verità del dolore.
Nascita è dolore, malattia è dolore,
vecchiaia è dolore, morte è dolore,
congiungimento con ciò che non si ama è dolore,
distacco da ciò che si ama è dolore.
I cinque aggregati
che costituiscono la personalità umana
sono dolore.


Mahâvastu

 

* * *

  

Chiunque comprenda la verità della sofferenza
nel suo quadruplice aspetto
riconoscerà la falsità delle nozioni volgari
e considererà il piacere e l’esistenza
come transitori e dolorosi.
Ma non per questo allontanerà da sé
il desiderio e la brama di esistere.


Louis de la Vallée Poussin

 

* * *

  

Il dolore non viene da sé,
viene dal desiderare.
I sensi commisti alle cose percepite
accendono nel cuore faville di ardenti passioni.
Così divampa Trisnâ,
fame e sete di cose fallaci e vane.
Voi vi abbrancate ai sogni, voi seguite le ombre.
Vedete un “io” falso nel centro
e conformate a esso il mondo.


Edwin Arnold

 

* * *

  

Dissolta l’ignoranza, più non nascono le tendenze.


Nâgârjuna

 

* * *

  

Vi sono due estremi che devono essere evitati
da colui che ha abbracciato la vita religiosa.
Questi sono:
l’estremo di tendere a ogni costo alla felicità
e l’estremo dell’automortificazione.
Il Buddha insegna la Dottrina della Via Mediana
evitando ambedue gli estremi.
Questa Via di Mezzo è il Nobile Ottuplice Sentiero.


Lalitavistara

 

[…]

 

 

 


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