ISTITUTO PER LO STUDIO DELLO YOGA
E DELLA CULTURA ORIENTALE

MAGNANELLI EDIZIONI

CORSO TRIENNALE DI FORMAZIONE
ALL'INSEGNAMENTO DELLO YOGA
PADOVA

2018-2021

   

CON IL PATROCINIO
DEL DIPARTIMENTO DI ORIENTALISTICA
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO

L'insegnamento


Il modulo con le CONDIZIONI che regolano l'iscrizione e i COSTI è scaricabile qui


CHE COS’È L’ISYCO

L’ISYCO – Istituto per lo Studio dello Yoga e della Cultura Orientale – opera da una quindicina d’anni con corsi di formazione all’insegnamento dello yoga in varie città italiane, quali Torino (dove ha la sua sede centrale), Milano, Genova, Bologna, Verona, Padova.

È stato fondato ed è tuttora diretto da Paolo Magnanelli, laureato in Filosofia con una tesi in Religioni e Filosofie dell’India e dell’Estremo Oriente, appassionato cultore di Sanscrito e Filosofia Orientale, nonché editore, avendo costituito negli anni 80 la Casa Editrice che porta il suo nome e che, con il fondamentale contributo del Prof. Stefano Piano, continua a realizzare una seria divulgazione dei testi tradizionali dello yoga e del pensiero dell’India.

Tra gli enti che organizzano in Italia corsi di formazione all’insegnamento dello yoga l’ISYCO è l’unico ad avere il patrocinio dell’Università di Torino, Dipartimento di Orientalistica, ad attestare la serietà della proposta formativa anche nei suoi aspetti culturali.

 

Requisiti per l'ammissione e percorso didattico

Il corso è rivolto a persone in età minima di 21 anni che abbiano una conoscenza di base dello yoga, orientativamente con una pratica di almeno due anni.

È richiesto altresì un titolo di studio di licenza superiore o una formazione culturale equivalente.

È previsto un colloquio preliminare.

Alla fine del corso i partecipanti sosterranno una prova d’esame per poter conseguire il diploma di «insegnante di yoga» rilasciato dall’ISYCO.

Per coloro che desiderano conseguire un diploma quadriennale verrà proposto un anno integrativo (facoltativo) di specializzazione e approfondimento alla fine del triennio.


Sede DEI CORSI e calendario delle lezioni

A partire da novembre 2018 verrà attivato un nuovo Corso Triennale a Padova.

Le lezioni si svolgeranno al sabato dalle 14,30 alle 18,30, e alla domenica dalle 9,30 alle 18,30 circa, per un totale di otto week-end per ciascun anno di corso, da novembre a maggio/giugno. Il sabato mattina è di norma libero da lezioni, ma se necessario potrà essere destinato a colloqui, incontri con i docenti, test, verifiche, lezioni di recupero, attività integrative.

A partire dal secondo anno sono previste alcune ore di tirocinio.

Sede del corso: Centro Shakti, via Trieste 26, Padova (vicino alla Stazione)

Per il calendario del corso cliccare qui.


INFORMAZIONI E ISCRIZIONI

La preiscrizione, senza impegno, può essere effettuata con un breve colloquio telefonico, garantisce il posto, e dovrà essere poi confermata con l’invio della relativa domanda (il modulo potrà essere scaricato dal sito o ricevuto via mail come allegato).

La quota di iscrizione è di euro 1480,00 per ciascun anno di corso, più euro 120,00 al terzo anno come tassa d’esame.

La quota comprende, oltre alla frequenza, anche le dispense e tutto il materiale didattico che si trova nell’area riservata del sito. Non comprende i libri consigliati, che verranno forniti con lo sconto del 20% (la spesa prevista è di circa euro 80,00 al primo anno, inferiore per gli anni successivi).

Per ulteriori informazioni e per effettuare la preiscrizione, scrivere o telefonare a ISYCO, via Malta 36/14, 10141 Torino, Tel. 011-3821049, Cell. 333-5452362 e 340-1572136, E-mail isyco@magnanelli.it.

Chi richiede informazioni a mezzo E-mail deve sempre indicare un recapito telefonico e un orario di reperibilità per poterlo contattare.

Le iscrizioni si chiudono appena raggiunto il numero massimo previsto per il corso (circa 25 allievi).


AGEVOLAZIONI

Il pagamento di ogni annualità può essere fatto in due rate (ottobre e febbraio). Sono previste le seguenti agevolazioni:
a) Il pagamento in un’unica soluzione dà diritto a una riduzione di 50 euro (riduzione valida solo per chi non usufruisce di altre agevolazioni).
b) Per chi risiede in una regione dell’Italia Centrale, Meridionale o Insulare è prevista una riduzione di 300 euro per ciascun anno di corso.


LE «MATERIE» DEL CORSO

   

ANATOMIA E FISIOLOGIA DELL'ATTIVITÀ MOTORIA

Ins.: Maurizio Sinigaglia

L’obiettivo di questa disciplina è di fornire le conoscenze anatomiche e soprattutto fisiologiche degli apparati del corpo umano al fine di essere consapevoli, durante il movimento, del funzionamento del corpo nel suo insieme, dentro e fuori.

La didattica delle lezioni è mirata a consentire ai discenti di comprendere come le diverse modalità di esecuzione dei movimenti producano effetti diversi sull’organismo, sia nella sfera fisica sia psichica.

Verranno trattati i seguenti argomenti:

– Il sistema cardio-respiratorio;
– L’apparato digerente;
– Il sistema osseo;
– Il sistema muscolare: tipi di contrazione;
– Il sistema nervoso correlato al movimento;
– Il sistema endocrino;
– L’apparato genitale;
– Posizioni e posture: cenni di biomeccanica.   

  

ÂSANA

Ins.: Patrizia Vale

Le «posture» dello Yoga, verranno sperimentate e analizzate in modo dettagliato prendendo come punto di partenza i testi tradizionali (Yoga-sûtra, Hathayoga-pradîpikâ, Gheranda-samhitâ). Gli âsana verranno presi in esame dalla preparazione attraverso esercizi introduttivi, all'esecuzione, alle varianti; verrà suggerita una progressione e gli accorgimenti tecnici utili affinché ogni persona possa fruire dei benefici degli âsana, compatibilmente con le diverse esigenze e possibilità individuali. Tale percorso si avvarrà delle indicazioni fornite dalle indispensabili nozioni occidentali di anatomia e fisiologia, nonché delle esperienze individuali dell'insegnante. Il programma che segue è indicativo e non va inteso rigidamente, in quanto gli argomenti verranno ciclicamente ripresi e approfonditi nonché inseriti nel contesto delle sequenze.

– Teoria generale degli âsana e loro classificazione.
– Posizioni di scioglimento.
– Posizioni di allungamento posteriore.
– Posizioni di allungamento anteriore.
– Posizioni di allungamento laterale.
– Posizioni di torsione.
– Posizioni di equilibrio.
– Posizioni capovolte.
– Posizioni di rilassamento e meditazione.

  

CREARE IL GRUPPO

Ins.: Francesca Sbraccia

Scopo dello yoga è ânanda, la gioia. In una società intellettualizzata la gioia, che si realizza nella dimensione del cuore, trova poco spazio espressivo. La razionalità e il senso del dovere occupano per l'adulto tutto lo spazio che da bambino avevano il gioco, la sperimentazione del proprio corpo, la relazione con se stessi e con gli altri e che al bambino davano gioia.

Lo yoga si propone di aiutare il praticante a ritrovare il contatto con la parte più profonda di sé e individuare la sua relazione con ciò che lo circonda. Attraverso il gioco, le tecniche di relazione e scambio si pongono le basi per approcciarsi allo yoga nella maniera giusta e costituire un gruppo coeso che possa lavorare in armonia e sinergia per i tre anni a venire.

  

CULTURA E FILOSOFIA DELL'INDIA

Ins.: Laura Liberale

Il corso si propone di introdurre gli allievi a quell’insieme di dottrine e di pratiche assai complesse che va sotto il nome di yoga. La cultura brahmanica dell’India ha proposto, attraverso i suoi maestri, una via capace di condurre alla quiete mentale del samâdhi attraverso il controllo del corpo e del respiro. Per questo motivo appare utile e opportuno accostarsi a essa in modo serio, su basi scientifiche, rifuggendo dalle facili semplificazioni che caratterizzano certi movimenti contemporanei.

 

Primo anno
– Breve introduzione alla fonetica della lingua sanscrita, finalizzata alla corretta pronuncia delle parole indiane, con ricca esemplificazione. specialmente tratta dal lessico dello yoga.
– Le origini dello yoga (il sigillo raffigurante un Dio-yogin della Civiltà di Harappâ).
– Il riemergere delle tematiche relative allo yoga nei testi delle antiche Upanishad vediche (con lettura commentata di passi delle fonti sanscrite).
– Il «nobile ottuplice sentiero» come forma di yoga buddhista. 
– Cenni sulle sei principali «visioni» (darshana) del mondo elaborate dal pensiero brahmanico e sui loro testi fondamentali.
– Il punto di vista «cosmologico»: Sâmkhya e Yoga. 
– Le fonti. 
– La visione dualistica (purusha e prakriti) e l’evoluzione della natura psico-fisica, con lettura commentata di passi dei testi originali e con speciale attenzione per gli Yoga-sûtra di Patañjali.
– Cenni sullo yoga della Bhagavad-gîtâ (con lettura commentata di passi esemplari del testo).
– Breve introduzione alla nuova atmosfera culturale e religiosa determinata, a partire dal V secolo circa d.C., dal movimento che va sotto il nome di Tantrismo. 
– L’emergere dell’importanza della Shakti (la divina Potenza, celebrata nel Devî-mâhâtmya).

Secondo anno
– Lo shadanga-yoga delle fonti tantriche.
– La tradizione dei nove nâtha, i «signori» dello yoga, a cominciare da Matsyendra- e Goraksha-nâtha, e degli 84 siddha, i «perfetti», del buddhismo tantrico. 
– Le origini dello hatha-yoga. Cenni al Goraksha-shataka e alla Siddhasiddhânta-paddhati.
– Presentazione dei testi basilari dello hatha-yoga: la Hatha-yoga-pradîpikâ, la Shiva-samhitâ e la Gheranda-samhitâ.
– Il significato dell’ajapa-japa e del mantra hamsah/so ’ham nello yoga tantrico (con lettura commentata di passi scelti delle «Upanishad dello yoga»).

Terzo anno
– Introduzione a una lettura approfondita della Bhagavad-gîtâ.
– Il contesto in cui l’opera è inserita: il Mahâbhârata, un grande itihâsa.
– L’ambiente: la pianura del Kurukshetra.
– Caratteristiche del genere letterario delle gîtâ e loro presenza nel Mahâbhârata e nei Purâna.
– Gli insegnamenti del re-Dio Krishna, avatâra di Vishnu.
– L’essenza della Bhagavad-gîtâ illustrata nei diversi Gîtâ-sâra.
– Lettura commentata del testo, con speciale attenzione per i temi relativi allo yoga.
 – Introduzione a una lettura approfondita della Bhagavad-gîtâ.
  

DIDATTICA

Ins.: Verranno presentati diversi punti di vista da parte di più insegnanti

La didattica è una materia molto vasta che si propone di mettere l’allievo in condizione di fare una sintesi e di integrare i concetti che apprende nelle varie discipline, di farli propri per poi essere in grado di trasmetterli ai futuri allievi. 

Buona parte del lavoro è su base esperienziale con riferimenti ai concetti che troviamo nei testi antichi: Yoga-sûtra, Hathayoga-pradîpikâ, Gheranda-samhitâ, la Shiva-samhitâ, ecc.

Questi sono i temi principali: 

- La figura dell’insegnante di Yoga dall’antichità (il rapporto Guru – discepolo) ai giorni nostri.  Le problematiche e le responsabilità dell’insegnante. Le qualità necessarie per diventare un buon insegnante. Gli ostacoli che si possono incontrare sulla via dello yoga. 

- Come orientarsi tra i vari metodi di insegnamento.

- L’importanza di trovare la propria pratica personale: sâdhana che diventa un percorso interiore e trasforma il partecipante in sâdhaka.

- Come strutturare una lezione di hatha-yoga.

- Accoglienza degli allievi. L’osservazione degli allievi: la postura iniziale, la meccanica respiratoria, l’equilibrio, gli eventuali disturbi fisici o psichici (strumenti d’indagine, questionari, schede ecc.) .

- I vari modi per aprire una seduta. Analisi delle tecniche di scioglimento e di riscaldamento. Esempi di gesti dinamici guidati dal respiro che abbiano lo scopo di sciogliere le articolazioni e preparare le posture.

- Comprensione dell’importanza del ritmo della lezione, dell’alternanza di attività e di passività, dell’ascolto.

- Come strutturare una sequenza di âsana. Esempi di sequenze partendo da shavâsana, dalla posizione seduta o in piedi. 

- Classificazione delle posture. Studio di come introdurre, in che misura e ordine i vari gruppi di posture: estensioni, allungamenti posteriori, torsioni, capovolte ecc.

- L’importanza della competenza sul non-nuocere, della precisione e dell’attenzione durante l’esecuzione delle pratiche per evitare eventuali danni agli allievi.

- Come condurre una sequenza: dimostrare e non correggere gli allievi e fare una verifica ogni tanto, dimostrare e spiegare la postura e poi osservare e correggere, restare seduti e condurre con spiegazioni dettagliate e osservare. Scelta su quanto e come correggere l’allievo.

- Analisi dell’âsana sui vari piani: fisico, energetico,  psicologico-spirituale, simbolico.

- Come e dove introdurre spiegazioni relative ai benefici e alle controindicazioni delle posture.

- I chakra e la fisiologia sottile: quando introdurli e come spiegarli.

- Prânâyâma, mudrâ e bandha: dove inserirli in una lezione e con che criterio sceglierli.

- Come concludere una seduta. (rilassamento, yoganidrâ, meditazione)

- Come e quando inserire dhâranâ e dhyâna in una seduta di hatha-yoga.

- Il rapporto insegnante-allievo. Professionalità ed etica dell’insegnante di yoga.

  

FISIOLOGIA APPLICATA

Ins.: Francesca Sbraccia

 

Il programma comprende:

– Cenni generali di psicofisiologia delle pratiche yoga.

– Psicofisiologia del movimento, della postura e dell’âsana.

– Principi anatomo e psico-fisiologici di bandha, mudrâ, shatkarman.

– Aspetti neurofisiologici e psicologici del respiro e del prânâyâma.  

– Fisiologia della rete di connessione e della vita di relazione: sensazione, percezione, emozione, sentimento, consapevolezza e stati di coscienza.

– Psiconeurofisiologia del rilassamento, della concentrazione, della meditazione.

   

  

FISIOLOGIA «SOTTILE»

Ins.: Patrizia Vale

 

– Anatomia e fisiologia del «corpo energetico» per capire dove e come agiscono le pratiche dello yoga.

– Definizione di energia, distinzione fra energia «sottile» ed energia «ordinaria»;

– Ipotesi sul prâna: nell’universo e nel corpo umano;

– I cinque involucri (kosha) che costituiscono l’essere umano;

Vâyu, le cinque principali modificazioni del prâna nell’essere umano;

Nâdî, i molteplici canali attraverso cui il prâna circola nel corpo energetico;

– Le tre nâdî principali (Sushumnâ, Idâ, Pingalâ);

– I sette chakra fondamentali e loro analisi: Mûlâdhâra, Svâdishthâna, Manipûra, Anâhata, Vishuddha, Âjñâ, Sahasrâra–padma;

– Sensibilizzazione ai chakra: elementi, forme, numeri, colori, suoni (bîja e mâtrikâ), potenze, funzioni, qualità, settori, âsana.

– Tecniche del kundalinî-yoga: teoria e pratica secondo i testi tradizionali (Hathayoga-pradîpikâ, Gheranda-samhitâ, Shiva-samhitâ).

  

«GIOCAYOGA», LO YOGA PER I BAMBINI  E I RAGAZZI

Ins.: Lorena Pajalunga

L’applicazione dello yoga nell’àmbito scolastico è ormai una realtà. La proposta di un «laboratorio di yoga per bambini» parte dall’esperienza maturata in questi anni nella scuola pubblica e privata.

Si è così potuto osservare come la pratica, commisurata all’età dei bambini, abbia prodotto un miglioramento nelle capacità attentive e nella relazione con i compagni e il corpo docente, contribuendo inoltre ad irrobustire e a rendere più flessibile la struttura fisica.

L’attenzione di un insegnante di yoga, peraltro, deve essere volta a superare i risultati conseguiti e facilmente percepibili, impegnandosi affinché tutto divenga comunicazione e scambio, finanche il silenzio!

I bambini, che pur adorano questa condizione, sono tuttavia spesso incapaci di conquistarla ed ecco allora che ci soccorrono in questa attività il suono, l’uso della voce, ma anche gli spunti desunti dalla danza e dal teatro.

Nella complessità di questa comunicazione, di questo interscambio, una non piccola parte viene svolta dalle forme rituali, così importanti nella vita di un bambino. Nella quotidianità, sottoposta ad una continua serie di «bombardamenti» e «nuove necessità», lo yoga è sicuramente un valido supporto: parlare di amore, attenzione, consapevolezza, penetrare mediante la pratica in una dimensione che faccia percepire ai piccoli la bellezza della scoperta e la consapevolezza di quanto di meraviglioso vi sia in ciascuno di noi. La recettività dei bambini consente loro di rispondere a queste proposte con entusiasmo e partecipazione, fermo restando che la modalità attraverso la quale tutte le pratiche vengono trasmesse è assolutamente quella del gioco.

   

LESSICO DELLO YOGA

Ins.: Laura Liberale

Chi si propone di trasmettere l’insegnamento dello yoga non solo deve possedere un’adeguata conoscenza dei princìpi e delle tecniche, ma deve altresì conoscere la corretta terminologia, il giusto modo di pronunciare e scrivere i principali vocaboli in lingua sanscrita che ricorrono nella disciplina.

Programma:
– Traslitterazione scientifica dei termini sanscriti: i segni diacritici
– Trascrizione semplificata
– Semplici regole di pronuncia
– I più comuni termini dello yoga

   

LETTURA TESTI

Ins.: Gilda Giannoni

Nella formazione dell’insegnante di yoga un’adeguata conoscenza dei testi tradizionali riveste un’importanza fondamentale, non tanto per l’apprendimento delle tecniche quanto per la comprensione dei princìpi che stanno alla base della pratica.

L’opera «classica» per eccellenza è rappresentata dagli Yogasûtra di Patañjali, i cui singoli capitoli verranno approfonditi nel corso dei tre anni.

Nel primo anno verrà introdotta la Hathayoga-pradîpikâ, la «lucerna dello hatha-yoga» di Svâtmârâma, trattato di chiarezza esemplare e rara completezza in cui – oltre ad âsana e prânâyâma – vengono esposte le tecniche del kundalinî-yoga.

Nel secondo anno si presenterà la Gheranda-samhitâ, in cui il ghatastha-yoga (sinonimo di hatha-yoga) si sviluppa in un percorso (fisico, mentale e spirituale) suddiviso in sette «adempimenti» (sâdhana) a cui sono dedicati altrettanti capitoli dell’opera. Qualche cenno al terzo anno sarà dedicato alla Shiva-samhitâ e al Goraksha-shataka, testi in cui la componente tantrica dello yoga è ancora più marcata, con l’uso di un linguaggio spesso allusivo e oscuro, come si conviene a un insegnamento esoterico.

  

MANTRA- E NÂDA-YOGA

Ins.: Paolo Avanzo

Il Mantra-yoga è un insieme di pratiche dedicate alla purificazione della mente per mezzo della recitazione vocale o mentale di sillabe, parole e versi provenienti dalla letteratura spirituale della tradizione yoga.
Il Nâda-yoga è affine al precedente, ma pone l’attenzione maggiormente sui suoni uditi interiormente nel percorso di introspezione intrapreso dallo yogin.
– Origine e significato del mantra. I mantra nella tradizione e nella letteratura yoga.
– Cenni sulla fisiologia dell’emissione vocale e dell’esperienza uditiva. Pratica: Shânti-pâtha.
– Suoni e stati d’animo. La mente e la sua relazione con il suono.
– I suoni vocalici fondamentali: studio e pratica delle vibrazioni acustiche prodotte dalla emissione intonata dei suoni vocalici. Pratica: Gâyatrî.
Classificazione dei vari tipi di mantra. Introduzione al mantra OM: origine, simbolismo, significato.
– Il suono e il prâna. Pratica: Tryambaka-mantra.
– Il mantra della respirazione: So ’Ham.
– I bîja-mantra in relazione ai chakra.
– Affinare le facoltà di percezione del prâna per mezzo dei suoni intonati vocalmente o mentalmente. Pratica: Om Stavana.
– Apprendimento di alcuni sûtra dagli Yogasûtra di Patañjali intonati alla maniera dei mantra, come si fa tradizionalmente.
– Il mantra AUM intonato su differenti note musicali.
   
   

MEDITAZIONE E TECNICHE DI RILASSAMENTO

Ins.: Patrizia Vale

– Fisiologia del rilassamento (respirazione, sistema parasimpatico)
– Pensieri, idee, autosuggestioni (positive/negative), il potere della mente
– Concentrazione, visualizzazione, contemplazione
– Annullamento della dualità per progredire
– Meditazione e immagini mentali
– Meditazione sui chakra
– Meditazione camminata
– Tecniche meditative classificate dalla moderna psicofisiologia
Trâtaka
Yoga-nidrâ
– Rilassamento progressivo
Biofeedback (specchio dei nostri stati interni)

  

MUDRÂ E BANDHA

Ins.: Patrizia Braidi

Primo anno
Mudrâ e bandha nei principali testi di hathayoga.
– Studio degli effetti nel corpo e dell’influsso nel campo mentale e nella vita quotidiana.
– La concentrazione e il respiro come elementi essenziali di mudrâ e bandha.
– Studio secondo la tradizione indiana dei principali punti di concentrazione nel corpo, nello spazio e su oggetti con valore divino.

Secondo anno
– Le mudrâ delle mani: uso del respiro, delle visualizzazioni e delle affermazioni per potenziarne l’effetto.
– Studio e pratica delle mudrâ simboliche: come dare ad alcune posture la valenza di mudrâ.
– Pratica di alcune delle principali mudrâ delle mani per il corpo, la mente e lo spirito.
– Pratica con sedute complete di mudrâ e bandha.

  

PRÂNÂYÂMA

Ins.: Patrizia Braidi

II prânâyâma, tappa fondamentale nel cammino evolutivo dello yoga, ha caratteristiche proprie, che lo rendono unico fra le tecniche relative al respiro. Benché la sua pratica possa produrre notevoli cambiamenti nell’organismo fisico, esso ha lo scopo finale di indurre una stabilità mentale che renda possibili le più alte esperienze di tipo meditativo. Non va dunque considerato un semplice esercizio respiratorio, anche se il punto di partenza per la sua pratica è il miglioramento della respirazione stessa, imperfetta nella maggior parte delle persone.

Gli argomenti del corso comprendono:

– Significato e scopi del prânâyâma;
– Collocazione del prânâyâma nella progressione dello yoga;
– Differenti punti di vista sul prânâyâma nello hatha- e nel râja-yoga, e nei testi relativi;
– Relazione fra respirazione e prânâyâma;
– Caratteristiche del respiro spontaneo;
– Caratteristiche del respiro in âsana;
– Relazione fra respiro, personalità e stati d'animo;
– Autoesame del respiro;
Âsana preparatori;
– Modificazioni del movimento respiratorio;
– Influenza del ritmo;
– Elementi costitutivi del prânâyâma;
– Relazione con le tecniche purificatorie (neti, kapâlabhâti);
– Varianti classiche (anuloma-viloma, ujjâyî, sûrya-bhedana, bhastrikâ, bhrâmarî, mûrcchâ, shîtalî, sîtkârî, plâvinî) nell’esecuzione delle diverse scuole;
– Altre varianti notevoli;
– La ritenzione e i metodi per facilitarla;
– Le tecniche di frazionamento;
– I bandha;
Mudrâ collegate;
– Respirazione So’Ham;
Prânâyâma esoterico;
– Progressione nella pratica e nell'insegnamento;
– Inserimento della pratica nella seduta di yoga e nello svolgimento di un corso annuale;
– Pratica in relazione alla stagione, all’ora del giorno, all’ambiente, alle condizioni individuali.

     

PSICOLOGIA E COMUNICAZIONE

Ins.: Francesca Sbraccia

Nel contesto dell’insegnamento dello yoga, la relazione insegnante-allievo si caratterizza per importanti aspetti psicologici: la motivazione, la relazione d’ascolto e le dinamiche intrapsichiche e interpersonali sono solo alcuni tra questi. Sviluppando i contenuti teorici unitamente a momenti esperienziali, verrà fornito ai futuri insegnanti di yoga un solido riferimento teorico-pratico per la gestione del gruppo e del rapporto individualizzato con i propri allievi.
Verranno poi esposti gli elementi chiave per una comunicazione efficace e quali gli errori da non commettere. Per questo vengono fornite anche nozioni di base sulle emozioni e sul comportamento da adottare per risolvere situazioni conflittuali. Ovviamente lo scenario privilegiato è quello che vede la comunicazione inserita nel contesto dello yoga, quindi come strutturare le sedute di yoga, quale linguaggio usare, come comunicare al meglio con i propri allievi, come trasmettere in maniera concreta i concetti dello yoga. Tra gli argomenti principali:

Primo anno
– La motivazione: come riconoscerla, come sostenerla (con esercitazione pratica).
– La relazione interpersonale: aspetti intrapsichici e interpersonali.
– La relazione d’ascolto (con esercitazione pratica).
– La definizione degli obiettivi e la stesura del piano d’azione «individualizzato».

Secondo anno

– Le basi della comunicazione;
– Semplicità, chiarezza e linguaggio multisensoriale;
– Spiegarsi bene in pubblico;
– Comunicare agli allievi;
– Codificazione e decodificazione consapevole;
– I feedback all’allievo e al gruppo.
Verrà proposto un metodo interattivo che prevede l’uso di minilavori di gruppo, discussioni, giochi di ruolo.

   

RÂJA-YOGA

Ins.: Gilda Giannoni

Lo scopo dello «yoga regale» è il raggiungimento di un più elevato stato di coscienza, dove, con la cessazione di ogni agitazione mentale, si raggiunge la condizione di «puro testimone», sicché le illusioni dell’esistenza ordinaria svaniscono e si ottiene la suprema armonia.

Il râja-yoga – compiutamente esposto negli Yogasûtra di Patañjali – può quindi essere considerato il punto di arrivo di quelle vie dello yoga che mirano al controllo e alla gestione delle energie e forniscono potenti mezzi ausiliari a chi pratica le impegnative tecniche di concentrazione.

Gli argomenti trattati saranno i seguenti:

   

   

SHATKARMAN

Ins.: Patrizia Braidi

La maggior parte dei praticanti di yoga non ha fatto esperienza delle tecniche di purificazione del corpo (shatkarman o kriyâ) a causa della scarsa conoscenza e della limitata diffusione di queste tecniche. Un insegnante di yoga deve essere aperto a sperimentare su se stesso le pratiche che impara, in modo da poterle a sua volta trasmettere in modo corretto e libero da preconcetti. Il programma ha proprio questo obiettivo, di fare conoscere e sperimentare queste tecniche, così come esse sono descritte nei testi tradizionali, in particolare la Gheranda-samhitâ.

Primo anno

Dopo un’introduzione generale alle pratiche degli shatkarman, con particolare riguardo alla corretta alimentazione, verranno affrontate le tecniche di purificazione vere e proprie con attenzione alla teoria e alla pratica. Verranno quindi descritte le pratiche di dhauti, partendo dalla pulizia delle parti del corpo sopra il collo (lingua, denti, ecc.), successivamente si farà la pratica di jala-neti (pulizia delle cavità nasali). Si farà poi esperienza delle pratiche di purificazione della parte addominale (agnisâra-kriyâ), teoria e pratica; vashtra-dhauti (pulizia con garza, solo teoria, ecc.).

Secondo anno

Progressivamente i praticanti dovranno vincere l’ostacolo mentale, liberandosi dei pregiudizi, e imparare a praticare con una mente aperta, requisito molto importante per un insegnante di yoga. Si praticheranno: nauli, tecnica avanzata di massaggio addominale (teoria e pratica); basti, tecniche di pulizia dell’ultimo tratto dell’intestino (teoria); kapâlabhâti, tecnica di prânâyâma per purificare la parte frontale del cervello (teoria e pratica). Si proseguirà con la pratica di laghu-shankhaprakshalana (lavaggio breve intestinale, teoria e pratica). Si completerà il programma con i vari stadi di trâtaka, una pratica molto importante per sviluppare la forza di concentrazione per la stabilità della mente.

   

SPIRITUALITÀ CONTEMPORANEA (MAESTRI DEL XIX E XX SECOLO)

Ins.: Laura Liberale

Il corso presenta il pensiero di alcuni grandi maestri più vicini a noi nel tempo, come Râmakrishna Paramahamsa (1836-1886), Vivekânanda (1862-1902), Aurobindo (1872-1950), Ramana Maharshi (1879-1950), Nisargadatta Mahârâj (1897-1981) e altri ancora. Si tratta di figure di pensatori e di personalità molto diverse fra loro, ma accomunate da una sincera ricerca della verità, da condursi secondo i principi che hanno ispirato le origini e gli sviluppi delle «visioni» classiche (darshana) della realtà, fra le quali sembra svolgere un ruolo dominante quella non-dualista del Vedânta advaita, dopo che lo svâmin Vivekânanda la presentò al Parlamento delle religioni (Chicago, 1893) come rappresentativa del pensiero dell’induismo. Le opere dedicate da Vivekânanda ai vari aspetti dello yoga (karma-, bhakti-, râja-, jñâna-yoga) sono fondamentali per la comprensione della spiritualità indiana del secolo scorso e la Râmakrishna Mission, da lui fondata nel 1897 in memoria del suo maestro, continua a svolgere un’importante attività culturale e spirituale. Se gli insegnamenti di Ramana Maharshi, impartiti anche con il silenzio, si collocano nell’alveo del puro pensiero advaita, il pûrna-yoga di Aurobindo si presenta come una sintesi, ricca di spunti originali, delle diverse vie dello yoga, secondo la quale la trasformazione «integrale» dell’uomo comporta una sorta di accelerazione evolutiva capace di coinvolgere l’intera realtà, promuovendo l’ascesa della natura verso la Realtà divina. In generale, l’insegnamento tradizionale dello yoga continua a essere molto praticato nel mondo contemporaneo e si possono trovare ancor oggi dei maestri che, come Nisargadatta, appartenente al navnâth sampradâya, sanno affrontare le sfide del nostro tempo, rimanendo nel medesimo tempo fedeli alle proprie radici.

   

YOGA E DONNA

Ins.: Paola Campanini

L’obiettivo degli incontri sul tema «lo yoga e la donna» è quello di fornire ai futuri insegnanti alcuni spunti di riflessione ed approfondimento sulla pratica dello yoga in relazione allo specifico femminile, con particolare attenzione a tre importanti momenti che caratterizzano la vita della donna: il ciclo mestruale, la gravidanza e il parto, il climaterio e la menopausa.

1) Âsana e ciclo mestruale

Saranno proposti suggerimenti per la pratica più adatta in relazione ad alcuni aspetti collegati al ciclo mestruale e sugli effetti che la pratica di alcuni âsana producono. è importante che chi insegna sia in grado di dare ad ogni donna corrette indicazioni per poter adattare il lavoro, anche nell’àmbito di un corso collettivo, alle necessità femminili.
Verrà presentata una piccola guida relativa alle posizioni da evitare durante il periodo mestruale, quelle adatte ad equilibrare alcuni problemi relativi al ciclo mestruale e quelle che, se praticate con costanza, lo regolarizzano.

2) L’esperienza della gravidanza, del parto e della genitorialità

Nell’àmbito di questo incontro saranno approfonditi aspetti relativi alla pratica adeguata per la gravidanza e per la preparazione al parto; sulla base delle esperienze effettuate in differenti contesti verranno offerti alcuni spunti di riflessione sulle diverse modalità da seguire nell’organizzare corsi di preparazione al parto.
Verranno affrontati anche alcuni temi legati alla genitorialità. Se parliamo di corsi yoga di preparazione non possiamo trascurare il fatto che lo yoga è una ricerca di equilibrio e poiché la nascita di un figlio è fonte di un grande cambiamento che modifica l’equilibrio preesistente, il lavoro che proponiamo alle gestanti non deve essere finalizzato solo ad affrontare con più serenità il parto, ma anche al sostegno della donna e della coppia nel cammino genitoriale.

3) Il climaterio e la menopausa

Si esamineranno gli âsana ed altre pratiche utili per la più delicata fase della vita di una donna, e ci si soffermerà su tanti altri aspetti di questa disciplina che sono di grande aiuto per vivere la menopausa non come momento di declino, ma come possibilità di evoluzione e di crescita personale.

   

YOGA NELLA TERZA ETÀ

Ins.: Gilda Giannoni

Lo yoga ha molto da dire a chi non è più giovane, e ne parla il linguaggio: lentezza, gradualità, rispetto del limite. Le caratteristiche da sviluppare nella pratica sono quelle che una persona anziana possiede già, o ha dovuto imparare nel corso del tempo. L’atteggiamento interiore richiesto per praticare lo yoga è insito nello stato della «terza età»: introspezione, ritiro dei sensi verso l’interiorità, ricerca della pace. Ecco perché lo yoga si adatta perfettamente ed è di grande utilità alle persone anziane. Saranno esaminate anche talune problematiche di salute tipiche della terza età e si indicheranno modifiche delle pratiche, fornendo anche consigli per la pratica dello yoga in presenza di disturbi. A titolo esemplificativo, alcuni degli argomenti trattati saranno i seguenti:

– Come ci comportiamo con un gruppo di ultra-sessantenni?

– E se nella nostra classe c’è una sola persona di più di sessant’anni?

– Che cosa cambia in una lezione per la cosiddetta terza età?

– E se qualcosa proprio non riescono a farla?

– Disturbi tipici dell’età e ruolo dello yoga.


Domande frequenti

Quale esperienza di yoga è richiesta per iscriversi al corso?

Si richiede un’esperienza minima di due anni di pratica sotto la guida di un insegnante qualificato.

Quale livello culturale è richiesto?

Per una buona comprensione delle lezioni, è consigliata una preparazione culturale a livello di scuola media superiore o formazione equivalente.

Che succede se non posso frequentare tutte le lezioni?

La frequenza è obbligatoria per chi intende sostenere l’esame finale e ottenere il diploma. Le eventuali assenze non potranno superare il 15% del monte ore di ciascun anno e dovranno comunque essere recuperate (eventualmente in altra sede o con materia analoga) concordandone la modalità con la direzione, in modo da ricostituire il 100% del monte ore, altrimenti l’anno risulterà invalidato.

Il diploma rilasciato dall’ISYCO è riconosciuto?

In Italia non esistono «riconoscimenti» legali dello yoga, tuttavia i nostri corsi sono gli unici ad avere il patrocinio del Dipartimento di Orientalistica dell’Università di Torino, ad attestare la serietà e l’alto profilo culturale del percorso didattico da noi proposto.

È possibile iscriversi solo per approfondimento personale, senza accesso al diploma?

È possibile. In tal caso non sono richiesti particolari requisiti. Si avrà diritto comunque a un attestato di frequenza, purché le eventuali assenze non superino in ciascun anno il 15% del monte ore.

È possibile, sempre per approfondimento personale, iscriversi solo ad alcune lezioni?

Se vi sono posti liberi, è possibile iscriversi a interi fine-settimana, oppure a una intera specifica materia, non però a lezioni singole.

C’è solo un esame finale o vi sono anche esami intermedi?

Verranno proposti test intermedi all’inizio del secondo e terzo anno, relativi ad alcune materie ad alcune materie dell’anno precedente.

Come si svolge l’esame finale?

Il candidato dovrà dimostrare, attraverso un progetto di lezione, un colloquio e una prova pratica, una buona padronanza delle materie del corso e una sicura conoscenza degli strumenti didattici che consentono di guidare in modo ottimale un gruppo di allievi.

Che succede se non supero l’esame?

Qualora la preparazione del candidato sia giudicata insufficiente in uno o più dei suddetti elementi, potrà essere rinviato ad una successiva sessione di esami nella quale dovrà ripetere l’elemento (o gli elementi) in cui non si è dimostrato adeguato.

 


Supervisione culturale: prof. Stefano Piano – Coordinamento operativo: Elisabetta Antonacci

Coordinatore dei corsi:
Patrizia Vale
ISYCO, Via Malta 36/14 - 10141 TORINO - Tel. 011-3821049 - Fax 011-3821196
E-mail isyco@magnanelli.it

   

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