ISTITUTO PER LO STUDIO DELLO YOGA
E DELLA CULTURA ORIENTALE

MAGNANELLI EDIZIONI

CORSO QUADRIENNALE DI FORMAZIONE
ALL'INSEGNAMENTO DELLO YOGA
VERONA

2008-2012

CON IL PATROCINIO
DEL DIPARTIMENTO DI ORIENTALISTICA
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO

L'insegnamento


Per vedere le CONDIZIONI che regolano l'iscrizione e i COSTI, cliccare qui


A chi è diretto il corso

Il corso, articolato in quattro anni di studio e sperimentazione (di cui l’ultimo specificamente dedicato alla didattica), è rivolto a tutti coloro che, avendo già sperimentato una certa pratica dello yoga, desiderano approfondire la conoscenza dei diversi aspetti di tale disciplina, sia per una crescita personale, sia come preparazione all’insegnamento dello yoga nelle sue diverse applicazioni.

L’obiettivo dell’ISYCO è di formare docenti preparati nei diversi aspetti di questa disciplina tradizionale, con una solida base di conoscenze teoriche, una buona padronanza delle tecniche psicofisiche, e una sicura metodologia della didattica.

Il corso ISYCO volutamente non si rifà ad alcuna specifica scuola, ma è aperto a diversi apporti, nella convinzione che non esistano verità cristallizzate e definitive. Per questo gli insegnanti scelti per le diverse «materie» (nello yoga in realtà non esistono compartimenti stagni e parlare di «materie» è riduttivo) provengono da formazioni ed esperienze diverse. L’idea centrale è che la funzione del docente non sia tanto quella di trasmettere dei «contenuti» preconfezionati quanto di stimolare un processo personale di crescita e perfezionamento che perdurerà anche a corso concluso.

In ogni caso, al di là delle lezioni collettive, ogni allievo verrà seguito nei suoi progressi e guidato nel suo percorso didattico.

Gli argomenti delle lezioni potranno essere integrati con interventi specifici di esperti di discipline collegate. Saranno inoltre presentati punti di vista e interpretazioni delle principali tradizioni e scuole esistenti, senza alcuna chiusura dogmatica.

Le lezioni saranno condotte da insegnanti di provata esperienza, con partecipazione di professionisti e docenti universitari per le materie che lo comportano.

Per coloro che vorranno approfondire le materie del corso nei luoghi d’origine delle tradizioni studiate, potranno eventualmente essere programmati seminari residenziali, nonché soggiorni o viaggi di studio in India (attività facoltative).


Requisiti per l'ammissione e percorso didattico

Il corso è rivolto a persone in età minima di 21 anni che abbiano una conoscenza di base dello yoga, orientativamente con una pratica di almeno due anni, o una formazione equivalente.

Per chi desidera frequentare il corso in vista di un approfondimento personale, senza esame finale e senza accesso al diploma, non vi sono limiti di età, né si richiedono requisiti particolari.

La domanda di iscrizione dovrà essere accompagnata da un certificato medico comprovante la buona salute e quindi l’attitudine alla pratica.

È richiesto altresì un titolo di studio di licenza superiore o una formazione culturale equivalente.

È previsto un colloquio preliminare, che potrà anche essere telefonico per chi abbia difficoltà a venire appositamente presso la nostra sede.

Alla fine del corso i partecipanti che intendono ottenere l’attestato finale sosterranno una prova d’esame per poter conseguire il diploma di insegnante di yoga rilasciato dall’ISYCO. L’esame consisterà in un colloquio e una breve lezione pratica. Durante i quattro anni di corso potranno comunque essere proposti «test», colloqui, e altre verifiche riguardanti l’apprendimento progressivo delle varie discipline.


Sede DEI CORSI e calendario delle lezioni

Da ottobre 2008 è attivato il nuovo corso quadriennale nella sede di Verona.

Le lezioni si svolgono al sabato dalle 14,30 alle 18,30, e alla domenica dalle 9,30 alle 18,30 circa, per un totale di nove week-end per ciascun anno di corso, da ottobre a maggio/giugno. Il sabato mattina è di norma libero da lezioni, ma quando necessario potrà essere destinato a colloqui, incontri con i docenti, test, verifiche, lezioni di recupero, attività integrative.

Tutti gli incontri del corso si terranno presso lo Studio Danza Laura Ratti, piazzetta San Pietro Incarnario 5, in zona centralissima facilmente raggiungibile anche dalla Stazione Ferroviaria di Verona Porta Nuova (a piedi 20 minuti, o con numerosi mezzi pubblici).

Per il calendario degli incontri del corso per l'anno 2011-2012 clicca qui. 


LE «MATERIE» DEL CORSO

   

ANATOMIA E FISIOLOGIA DELL'ATTIVITÀ MOTORIA

Ins.: Carla Cazzola

L’obiettivo di questa disciplina è di fornire le conoscenze anatomiche e soprattutto fisiologiche degli apparati del corpo umano al fine di essere consapevoli, durante il movimento, del funzionamento del corpo nel suo insieme, dentro e fuori.

Le ossa, i muscoli, il cuore, i polmoni, il sistema nervoso sempre concorrono ad affinare ogni nostra azione. E l’effetto è sempre reciproco.

La didattica delle lezioni è mirata a consentire ai discenti di comprendere come le diverse modalità di esecuzione dei movimenti producano effetti diversi sull’organismo, sia nella sfera fisica sia psichica. Verranno trattati i seguenti argomenti:

Il sistema cardio-respiratorio;

Il sistema osseo;

Il sistema muscolare: tipi di contrazione;

Il sistema nervoso correlato al movimento;

Posizioni e posture: cenni di biomeccanica.

   

ÂSANA

Ins.: Gilda Giannoni

La parte dedicata agli âsana costituisce la fase più cospicua di una sessione di hatha-yoga. L’âsana è in effetti un elemento basilare in tutto lo Yoga, poiché è dal controllo e dalla consapevolezza del corpo che parte il cammino di conoscenza interiore: «Lo yogin conquista il corpo con la pratica degli âsana e ne fa un veicolo idoneo al proprio spirito», ricorda Iyengar, uno dei più popolari maestri yoga contemporanei. Questa conquista è nota come âsanajaya, ossia perfetta padronanza degli âsana, e avviene a seguito di un allenamento che opera un ricondizionamento dei meccanismi psico-fisiologici del corpo riportando l’equilibrio delle sue funzioni e mantenendolo in buona salute. Solo così si può sedere per ore in un âsana meditativo senza provare disagio, solo dopo la conquista degli âsana si è veramente pronti per lavorare ai livelli più alti dello yoga.

Scopo del corso è arrivare all’âsanajaya sotto tutti i punti di vista: pratico, culturale e operativo, ossia funzionale all’insegnamento di ciò che viene appreso. Punto di partenza sarà la preparazione del corpo e della mente per affrontare il passaggio dalla dinamicità alla staticità attraverso la mobilitazione controllata e la coordinazione del movimento con il respiro. In questo contesto verranno analizzati i principi teorici di base dell’âsana e la differenza tra âsana ed esercizio fisico.

Una volta stabiliti i cardini teorici si potrà passare ad una catalogazione delle posizioni nel modo:

– Posizioni di allineamento

– Posizioni di chiusura

– Posizioni di inarcamento

– Posizioni di riposo

– Posizioni di torsione

– Posizioni di flessione laterale

– Posizioni di equilibrio

– Posizioni invertite

– Posizioni di rafforzamento

– Posizioni complesse e particolari

– Posizioni meditative

Le posizioni verranno analizzate in tutti i loro aspetti: esecutivo, terapeutico, simbolico e culturale.

Dal punto di vista esecutivo si farà riferimento alle principali scuole yoga del novecento nonché ai testi classici tradizionali di hatha-yoga.

I benefici e le limitazioni/controindicazioni di ogni posizione saranno considerati anche in luce di una possibile sequenza terapeutica ad uso individuale o collettivo.

Una volta sviluppata la consapevolezza del corpo fisico, saranno affrontati i risvolti simbolici e quindi psicologici-emozionali legati alle singole posizioni e alle intere sequenze per approdare infine al valore spirituale della pratica degli âsana.

Particolare cura sarà dedicata alla costruzione di sessioni di pratica bilanciate e finalizzate a eventuali obbiettivi preposti come, ad esempio, sequenze per principianti, per avanzati, a tema terapeutico, a tema simbolico, ecc. Verranno spiegati i criteri di progressione delle posizioni e saranno introdotte anche le principali sequenze dinamiche entrate ormai a far parte del bagaglio dello yoga.

   

COMUNICAZIONE

Ins.: Marta Giacon

La disciplina analizza come nasce la comunicazione, quali sono gli elementi chiave per una comunicazione efficace e quali gli errori da non commettere. Per questo vengono fornite anche nozioni di base sulle emozioni e sul comportamento da adottare per risolvere situazioni conflittuali. Ovviamente lo scenario privilegiato è quello che vede la comunicazione inserita nel contesto dello yoga, quindi come strutturare le sedute di yoga, quale linguaggio usare, come comunicare al meglio con i propri allievi, come trasmettere in maniera concreta i concetti dello yoga. Una parte dell’insegnamento è dedicata agli âsana che sviluppano una maggiore apertura verso gli altri e una maggiore comunicazione.

Tra gli argomenti principali:

– le basi della comunicazione;

– semplicità, chiarezza e linguaggio multisensoriale;

– spiegarsi bene in pubblico;

– comunicare agli allievi;

– l’immagine dell’insegnante di yoga nell’immaginario collettivo;

– gli inganni di mâyâ nel praticante di yoga;

– dirimere i dubbi e gestire le incomprensioni.

Verrà proposto un metodo interattivo che prevede l’uso di minilavori di gruppo e discussioni, giochi di ruolo, alternati alla pratica delle posture che favoriscono la concentrazione, il relax e l’apprendimento.

   

CULTURA E FILOSOFIA DELL'INDIA

Ins.: Laura Liberale

Il corso si propone di introdurre gli allievi alla conoscenza dei principali valori della civiltà brahmanica dell’India, con speciale attenzione, da un lato, per i princìpi della spiritualità e, dall’altro, per quell’insieme di dottrine e di pratiche assai complesse che va sotto il nome di yoga. La cultura brahmanica dell’India, fortemente caratterizzata dalla preminenza dell’oralità sulla scrittura e della metafisica sulle realtà temporali, dalla svalutazione della realtà fenomenica, che deriva dalla percezione della sua transitorietà, e, quindi, dell’esperienza dell’uomo nel mondo, sentita come un’esperienza di «disagio» (duhkha) intrinsecamente caratterizzata dall’angoscia esistenziale e dalla conseguente proiezione verso i valori eterni, può ben rappresentare un modello alternativo ai falsi ideali delle tendenze materialistiche e consumistiche proprie del nostro tempo. È a maggior ragione necessario accostarsi a essa in modo serio, fondato su basi scientifiche, con grande apertura e spirito dialogico, rifuggendo dalle facili semplificazioni e dal qualunquismo spirituale che caratterizza certi movimenti contemporanei. A questo orientamento intende uniformarsi il corso che viene qui proposto.

   

Primo anno

Prima lezione: a) Breve introduzione alla fonetica della lingua sanscrita, finalizzata alla corretta pronuncia delle parole indiane, con ricca esemplificazione, specialmente tratta dal lessico dello yoga. Uso e significato dei composti. Significato della parola yoga. b) Le origini delle Civiltà dell’India e dello yoga (il sigillo raffigurante un Dio-yogin della Civiltà di Harappâ).

Seconda lezione: a) La cultura religiosa degli indo-ari: i testi sacri (Veda) e l’organizzazione sociale (varnâshrama-dharma): categorie sociali (varna) e caste (jâti); stadi di vita del brahmano (âshrama). b) La spiritualità delle Upanishad: il problema del dolore, la dottrina dell’âtman; la felicità e l’infinito. La dottrina dei cinque kosha e la prima occorrenza della parola yoga nei testi sacri degli ârya: Taittirîya-upanishad (II, 4), con lettura commentata dei passi relativi.

Terza lezione: a) Lo yoga nelle Upanishad «vediche» (Îshâ-, Katha-, Shvetâshvatara- e Mândûkya-upanishad), con lettura commentata di passi scelti. b) Lo shadanga-yoga della Maitrî-upanishad, con lettura commentata dei passi relativi.

Quarta lezione: Lo yoga buddhista: il «nobile ottuplice sentiero» predicato dal Buddha. b) le sei «visioni del mondo» (darshana) della filosofia brahmanica. Il punto di vista «metafisico»: Pûrva-mîmâmsâ e Uttara-mîmâmsâ (o Vedânta). Le fonti principali. Diverse forme del Vedânta: dvaita e advaita. Il punto di vista «sperimentale»: Nyâya e Vaisheshika. Le fonti basilari. Il metodo fondato sul sillogismo: la logica. La struttura della realtà sperimentabile (con cenni ai fondamenti teoretici della medicina indiana o Âyurveda).

Quinta lezione: a) Il punto di vista «cosmologico»: Sâmkhya e Yoga. Le fonti. La dottrina del Sâmkhya-darshana: visione dualistica (purusha e prakriti), che comporta una serie di venticinque tattva (categorie, princìpi della realtà). Elaborazione di uno schema dell’evoluzione della prakriti secondo il Sâmkhya-darshana. b) Lettura commentata di passi scelti delle Sâmkhya-kârikâ di Îshvarakrishna.

   

Secondo anno

Prima lezione: a) Yoga e spiritualità: vita religiosa e iniziazione. Le tre vie di salvezza (karma-, jñâna- e bhakti-mârga [o karma-, jñâna- e bhakti-yoga]). b) Introduzione alla lettura della Bhagavad-gîtâ.

Seconda lezione: a-b) Lettura commentata di passi scelti della Bhagavad-gîtâ.

Terza lezione: a-b) Lettura commentata di passi scelti della Bhagavad-gîtâ.

Quarta lezione: a) Introduzione alla lettura degli Yoga-sûtra di Patañjali. Yoga-sûtra e yoga-shâstra. I princìpi fondamentali dello yoga classico (detto râja-yoga o ashtânga-yoga) di Patañjali. b) Gli otto anga dello yoga classico: yama (ahimsâ, satya, asteya, brahmacharya, aparigraha), niyama (shaucha, samtosha, tapas, svâdhyâya, îshvara-pranidhâna), âsana, prânâyâma, pratyâhâra, dhyâna, samâdhi.

Quinta lezione: a-b) Lettura commentata di passi scelti degli Yoga-sûtra di Patañjali.

   

Terzo anno

Prima lezione: a) Caratteristiche dei Purâna e dei Tantra come fonti dello yoga post-classico, purânico e tantrico. Importanza della Shakti, a partire dal Devî-mâhâtmya (con lettura commentata di passi significativi). b) Lettura commentata di un testo purânico esemplare: la sezione sullo yoga del Mârkandeya-purâna, ovvero lo yoga secondo Dattâtreya.

Seconda lezione: a) Lo yoga-pâda nelle Samhitâ vaishnava, negli Âgama shaiva e nei Tantra shâkta e nel ciclo tantrico buddhistico del Kâlachakra (con letture commentate di passi scelti). b) La tradizione dei nove nâtha, i «signori [dello yoga]», detti anche kânphata-yogin, gli «yogin dalle orecchie forate», che fa capo a Matsyendranâtha e Gorakshanâtha, e degli 84 siddha, i «perfetti» del buddhismo tantrico. Hatha-yoga, Laya-yoga, Kundalinî-yoga e Mantra-yoga.

Terza lezione: a) Lettura commentata del Goraksha-shataka. Cenni ai contenuti della Siddhasiddhânta-paddhati. b) Le principali fonti recenziori dello yoga tantrico: Hathayoga-pradîpikâ, Gheranda-samhitâ, Shiva-samhitâ, Shatchakra-nirûpana.

Quarta lezione: a) Lettura commentata dei passi più significativi della Hathayoga-pradîpikâ. b) Lettura commentata dei passi più significativi della Gheranda-samhitâ.

Quinta lezione: a) Il significato dell’ajapa-japa e del mantra «hamsah / so’ham» nello yoga tantrico. b) Lettura commentata di passi scelti delle «Upanishad dello yoga».

   

DIDATTICA

Ins.: Patrizia Vale

La didattica è una materia molto vasta che si propone di mettere l’allievo in condizione di fare una sintesi e di integrare i concetti che apprende nelle varie discipline, di farli propri per poi essere in grado di trasmetterli ai futuri allievi. 

Buona parte del lavoro è su base esperienziale con riferimenti ai concetti che troviamo nei testi antichi: Yoga-sûtra, Hathayoga-pradîpikâ, Gheranda-samhitâ, la Shiva-samhitâ, ecc.

Questi sono i temi principali: 

- La figura dell’insegnante di Yoga dall’antichità (il rapporto Guru – discepolo) ai giorni nostri.  Le problematiche e le responsabilità dell’insegnante. Le qualità necessarie per diventare un buon insegnante. Gli ostacoli che si possono incontrare sulla via dello yoga. 

-  Come orientarsi tra i vari metodi di insegnamento.

-  L’importanza di trovare la propria pratica personale: sâdhana che diventa un percorso interiore e trasforma il partecipante in sâdhaka.

-  Come strutturare una lezione di hatha-yoga

- Accoglienza degli allievi. L’osservazione degli allievi: la postura iniziale, la meccanica respiratoria, l’equilibrio, gli eventuali disturbi fisici o psichici (strumenti d’indagine, questionari, schede ecc.)

- I vari modi per aprire una seduta. Analisi delle tecniche di scioglimento e di riscaldamento. Esempi di gesti dinamici guidati dal respiro che abbiano lo scopo di sciogliere le articolazioni e preparare le posture.

- Comprensione dell’importanza del ritmo della lezione, dell’alternanza di attività e di passività, dell’ascolto.

- Come strutturare una sequenza di âsana. Esempi di sequenze partendo da shavâsana, dalla posizione seduta o in piedi. 

- Classificazione delle posture. Studio di come introdurre, in che misura e ordine i vari gruppi di posture: estensioni, allungamenti posteriori, torsioni, capovolte ecc.

- L’importanza della competenza sul non-nuocere, della precisione e dell’attenzione durante l’esecuzione delle pratiche per evitare eventuali danni agli allievi.

- Come condurre una sequenza: dimostrare e non correggere gli allievi e fare una verifica ogni tanto, dimostrare e spiegare la postura e poi osservare e correggere, restare seduti e condurre con spiegazioni dettagliate e osservare. Scelta su quanto e come correggere l’allievo.

- Analisi dell’âsana sui vari piani: fisico, energetico,  psicologico-spirituale, simbolico.

- Come e dove introdurre spiegazioni relative ai benefici e alle controindicazioni delle posture.

- I chakra e la fisiologia sottile: quando introdurli e come spiegarli.

- Prânâyâma, mudrâ e bandha: dove inserirli in una lezione e con che criterio sceglierli.

- Come concludere una seduta. (rilassamento, yoganidrâ, meditazione)

- Come e quando inserire dhâranâ e dhyâna in una seduta di hatha-yoga.

- Il rapporto insegnante-allievo. Professionalità ed etica dell’insegnante di yoga.

   

FISIOLOGIA APPLICATA

Ins.: Marta Giacon

Il programma comprende:

– Cenni generali di psicofisiologia delle pratiche yoga.

– Psicofisiologia del movimento, della postura e dell’âsana.

– Principi anatomo e psico-fisiologici di bandha, mudrâ, shatkarman.

– Aspetti neurofisiologici e psicologici del respiro e del prânâyâma.  

– Fisiologia della rete di connessione e della vita di relazione: sensazione, percezione, emozione, sentimento, consapevolezza e stati di coscienza.

– Psiconeurofisiologia del rilassamento, della concentrazione, della meditazione.

      

«GIOCAYOGA», LO YOGA PER I BAMBINI  E I RAGAZZI

Ins.: Lorena Pajalunga

L’applicazione dello yoga nell’àmbito scolastico è ormai una realtà. La proposta di un «laboratorio di yoga per bambini» parte dall’esperienza maturata in questi anni nella scuola pubblica e privata.

Si è così potuto osservare come la pratica, commisurata all’età dei bambini, abbia prodotto un miglioramento nelle capacità attentive e nella relazione con i compagni e il corpo docente, contribuendo inoltre ad irrobustire e a rendere più flessibile la struttura fisica.

L’attenzione di un insegnante di yoga, peraltro, deve essere volta a superare i risultati conseguiti e facilmente percepibili, impegnandosi affinché tutto divenga comunicazione e scambio, finanche il silenzio!

I bambini, che pur adorano questa condizione, sono tuttavia spesso incapaci di conquistarla ed ecco allora che ci soccorrono in questa attività il suono, l’uso della voce, ma anche gli spunti desunti dalla danza e dal teatro.

Nella complessità di questa comunicazione, di questo interscambio, una non piccola parte viene svolta dalle forme rituali, così importanti nella vita di un bambino. Nella quotidianità, sottoposta ad una continua serie di «bombardamenti» e «nuove necessità», lo yoga è sicuramente un valido supporto: parlare di amore, attenzione, consapevolezza, penetrare mediante la pratica in una dimensione che faccia percepire ai piccoli la bellezza della scoperta e la consapevolezza di quanto di meraviglioso vi sia in ciascuno di noi. La recettività dei bambini consente loro di rispondere a queste proposte con entusiasmo e partecipazione, fermo restando che la modalità attraverso la quale tutte le pratiche vengono trasmesse è assolutamente quella del gioco.

   

KUNDALINÎ-YOGA: ANATOMIA E FISIOLOGIA «SOTTILE»

Ins.: Lorenza Ferraguti

– Anatomia e fisiologia del «corpo energetico» per capire dove e come agiscono le pratiche dello yoga.

– Definizione di energia, distinzione fra energia «sottile» ed energia «ordinaria»;

– Ipotesi sul prâna: nell’universo e nel corpo umano;

– I cinque involucri (kosha) che costituiscono l’essere umano;

Vâyu, le cinque principali modificazioni del prâna nell’essere umano;

Nâdî, i molteplici canali attraverso cui il prâna circola nel corpo energetico;

– Le tre nâdî principali (Sushumnâ, Idâ, Pingalâ);

– I sette chakra fondamentali e loro analisi: Mûlâdhâra, Svâdishthâna, Manipûra, Anâhata, Vishuddha, Âjñâ, Sahasrâra–padma;

– Sensibilizzazione ai chakra: elementi, forme, numeri, colori, suoni (bîja e mâtrikâ), potenze, funzioni, qualità, settori, âsana.

– Tecniche del kundalinî-yoga: teoria e pratica secondo i testi tradizionali (Hathayoga-pradîpikâ, Gheranda-samhitâ, Shiva-samhitâ).

   

LETTURA ESPERIENZIALE DEI TESTI TRADIZIONALI

Ins.: Gilda Giannoni

Nella formazione dell’insegnante di yoga un’adeguata conoscenza dei testi tradizionali riveste un’importanza fondamentale, non tanto per l’apprendimento delle tecniche quanto per la comprensione dei princìpi che stanno alla base della pratica.

L’opera «classica» per eccellenza è rappresentata dagli Yogasûtra di Patañjali, alla cui lettura sono dedicate le lezioni del primo anno. La lettura sarà soprattutto svolta in chiave «esperienziale», in stretto collegamento con le lezioni di râja-yoga, nelle quali gli antar-anga dello «yoga regale» vengono sperimentati attraverso la pratica meditativa con la guida dell’insegnante.

Nel secondo anno verrà letta la Hathayoga-pradîpikâ, la «lucerna dello hatha-yoga» di Svâtmârâma, trattato di chiarezza esemplare e rara completezza in cui – oltre ad âsana e prânâyâma – vengono esposte le tecniche del kundalinî-yoga.

Argomento del terzo anno è la Gheranda-samhitâ, in cui il ghatastha-yoga (sinonimo di hatha-yoga) si sviluppa in un percorso (fisico, mentale e spirituale) suddiviso in sette «adempimenti» (sâdhana) a cui sono dedicati altrettanti capitoli dell’opera.

Alla Shiva-samhitâ e al Goraksha-shataka sono dedicate le lezioni del quarto anno: sono testi in cui la componente tantrica dello yoga è ancora più marcata, con l’uso di un linguaggio spesso allusivo e oscuro, come si conviene a un insegnamento esoterico.

   

MANTRA- E NÂDA-YOGA

Ins.: Paola Mioni

Il Mantra-yoga è un insieme di pratiche dedicate alla purificazione della mente per mezzo della recitazione vocale o mentale di sillabe, parole e versi provenienti dalla letteratura spirituale della tradizione yoga.

Il Nâda-yoga è affine al precedente, ma pone l’attenzione maggiormente sui suoni uditi interiormente nel percorso di introspezione intrapreso dallo yogin. è necessariamente in relazione con l’arte della musica intesa come sentiero di elevazione spirituale, nella quale si trae aiuto dal suono e dal suo potere sulla mente e sul corpo.

    

Primo anno

– Origine e significato del mantra. I mantra nella tradizione e nella letteratura yoga.

– Il suono crea la forma: dalla filosofia agli esperimenti di fisica acustica. Cenni sulla fisiologia dell’emissione vocale e dell’esperienza uditiva. Pratica: Shânti-pâtha.

– Fisiologia dell’emissione vocale e sue connotazioni psicologiche: dal respiro al suono. Le parole come codice di comunicazione.

– Suoni e stati d’animo. La mente e la sua relazione con il suono.

– I suoni vocalici fondamentali: studio e pratica delle vibrazioni acustiche prodotte dalla emissione intonata dei suoni vocalici. Pratica: Gâyatrî.

– Le consonanti e le combinazioni con le vocali: studio e pratica di alcune vibrazioni fonetiche nel corpo. Classificazione dei vari tipi di mantra: bîja, pada, mâlâ. Introduzione al mantra OM: origine, simbolismo, significato.

– I tre livelli di pratica del Japa-mantra: Vâcika, Upâmshu, Mânasika.

– Significato di Bhajan e di Kîrtan. Pratica: Tryambaka-mantra.

   

Secondo anno

– Il suono e il prâna: attraverso la pratica di varie combinazioni di suoni vocali, affinare la sensibilità ai fenomeni energetici che si creano nel corpo e nella mente.

– Educazione all’ascolto della propria voce. Scoperta della tessitura armonica della voce. Il fenomeno degli armonici del suono.

– Il mantra della respirazione: So ’Ham.

Cenni sull’alfabeto sanscrito e sue connotazioni spirituali.

– I bîja-mantra in relazione ai chakra: un confronto tra alcune differenti tradizioni.

– Studio del significato letterario o poetico di alcuni mantra tradizionali.

– Vari stili e versioni nel modo di intonare i mantra tradizionali.

– Origine del Sûryanamaskâra. I bîja-mantra nel Sûryanamaskâra: dai sei bîja solari, i dodici mantra associati ad altrettanti appellativi del Sole. Pratica: Âyatana Anuvâka.

   

Terzo anno

– I suoni musicali e la loro risonanza nel corpo.

– Le note musicali della musica classica indiana usate come dei mantra. Pratica di intonazione delle note musicali nella musica indiana: Sa, Ri, Ga, Ma, Pa, Dha, Ni, per educare la voce e la respirazione. La pratica eseguita in modo interiorizzato affina le facoltà di percezione del prâna per mezzo dei suoni intonati vocalmente o mentalmente. Pratica: Om Stavana.

– Apprendimento di alcuni sûtra dagli Yogasûtra di Patañjali: il miglior modo di coglierne il significato è intonarli alla maniera dei mantra, come si fa tradizionalmente.

– Pratica del mantra: Âyur-mantra, Laghu-nyâsa.

– Il mantra AUM intonato su differenti note musicali.

   

PRÂNÂYÂMA

Ins.: Lorenza Ferraguti

II prânâyâma, tappa fondamentale nel cammino evolutivo dello yoga, ha caratteristiche proprie, che lo rendono unico fra le tecniche relative al respiro. Benché la sua pratica possa produrre notevoli cambiamenti nell’organismo fisico, esso ha lo scopo finale di indurre una stabilità mentale che renda possibili le più alte esperienze di tipo meditativo. Non va dunque considerato un semplice esercizio respiratorio, anche se il punto di partenza per la sua pratica è il miglioramento della respirazione stessa, imperfetta nella maggior parte delle persone.

Gli argomenti del corso comprendono:

– Significato e scopi del prânâyâma;

– Collocazione del prânâyâma nella progressione dello yoga;

– Differenti punti di vista sul prânâyâma nello hatha- e nel râja-yoga, e nei testi relativi;

– Relazione fra respirazione e prânâyâma;

– Caratteristiche del respiro spontaneo;

– Caratteristiche del respiro in âsana;

– Relazione fra respiro, personalità e stati d'animo;

– Autoesame del respiro;

Âsana preparatori;

– Modificazioni del movimento respiratorio;

– Influenza del ritmo;

– Elementi costitutivi del prânâyâma;

– Relazione con le tecniche purificatorie (neti, kapâlabhâti);

– Varianti classiche (anuloma-viloma, ujjâyî, sûrya-bhedana, bhastrikâ, bhrâmarî, mûrcchâ, shîtalî, sîtkârî, plâvinî) nell’esecuzione delle diverse scuole;

– Altre varianti notevoli;

– La ritenzione e i metodi per facilitarla;

– Le tecniche di frazionamento;

– I bandha;

Mudrâ collegate;

– Respirazione So’Ham;

Prânâyâma esoterico;

– Progressione nella pratica e nell'insegnamento;

– Inserimento della pratica nella seduta di yoga e nello svolgimento di un corso annuale;

– Pratica in relazione alla stagione, all’ora del giorno, all’ambiente, alle condizioni individuali.

   

PSICOLOGIA

Ins.: Marta Giacon

Nel contesto dell’insegnamento dello yoga, la relazione insegnante-allievo si caratterizza per importanti aspetti psicologici: la motivazione, la relazione d’ascolto e le dinamiche intrapsichiche e interpersonali sono solo alcuni tra questi. Sviluppando i contenuti teorici unitamente a momenti esperienziali, verrà fornito ai futuri insegnanti di yoga un solido riferimento teorico-pratico per la gestione del gruppo e del rapporto individualizzato con i propri allievi. La presentazione dei più frequenti disturbi psicologici permetterà infine di orientare in maniera ottimale la relazione con l’allievo e le proprie risorse di insegnante.

Primo incontro – La motivazione: come riconoscerla, come sostenerla (con esercitazione pratica).

Secondo incontro – La relazione interpersonale: aspetti intrapsichici e interpersonali.

Terzo incontro – La relazione d’ascolto (con esercitazione pratica).

Quarto incontro – Cenni di psicopatologia: disturbi d’ansia e psicosomatici; i meccanismi di difesa.

   

RÂJA-YOGA, MEDITAZIONE, RILASSAMENTO

Ins.: Patrizia Vale

Lo scopo dello «yoga regale» è il raggiungimento di un più elevato stato di coscienza, dove, con la cessazione di ogni agitazione mentale, si raggiunge la condizione di «puro testimone», sicché le illusioni dell’esistenza ordinaria svaniscono e si ottiene la suprema armonia.

Il râja-yoga – compiutamente esposto negli Yogasûtra di Patañjali – può quindi essere considerato il punto di arrivo di quelle vie dello yoga che mirano al controllo e alla gestione delle energie e forniscono potenti mezzi ausiliari a chi pratica le impegnative tecniche di concentrazione.

Gli argomenti trattati saranno i seguenti:

Râja-yoga e importanza della pratica, approfondimento del concetto di cittavritti-nirodha.

– Studio dei principali sûtra di Patañjali: presentazione teorica sostenuta da una pratica esperienziale.

– Teoria e pratica di pratyâhâra.

– Tecniche di rilassamento profondo e visualizzazione: pratica di yoga-nidrâ.

– La posizione seduta e le condizioni spazio-temporali.

– Il silenzio interiore (antar-mauna).

Dhâranâ; yantra e mandala come supporti della concentrazione.

Trâtaka

Ajapa-japa

– Dhyâna: aspetti teorici e pratici della meditazione.

   

   

SHATKARMAN

Ins.: Lorenza Ferraguti

La maggior parte dei praticanti di yoga non ha fatto esperienza delle tecniche di purificazione del corpo (shatkarman o kriyâ) a causa della scarsa conoscenza e della limitata diffusione di queste tecniche. Un insegnante di yoga deve essere aperto a sperimentare su se stesso le pratiche che impara, in modo da poterle a sua volta trasmettere in modo corretto e libero da preconcetti. Il programma ha proprio questo obiettivo, di fare conoscere e sperimentare queste tecniche, così come esse sono descritte nei testi tradizionali, in particolare la Gheranda-samhitâ.

Dopo un’introduzione generale alle pratiche degli shatkarman, con particolare riguardo alla corretta alimentazione, verranno affrontate le tecniche di purificazione vere e proprie con attenzione alla teoria e alla pratica. Verranno quindi descritte le pratiche di dhauti, partendo dalla pulizia delle parti del corpo sopra il collo (lingua, denti, ecc.), successivamente si farà la pratica di jala-neti (pulizia delle cavità nasali). Si farà poi esperienza delle pratiche di purificazione della parte addominale (agnisâra-kriyâ), teoria e pratica; vashtra-dhauti (pulizia con garza, solo teoria, ecc.).

Progressivamente i praticanti dovranno vincere l’ostacolo mentale, liberandosi dei pregiudizi, e imparare a praticare con una mente aperta, requisito molto importante per un insegnante di yoga. Si praticheranno: nauli, tecnica avanzata di massaggio addominale (teoria e pratica); basti, tecniche di pulizia dell’ultimo tratto dell’intestino (teoria); kapâlabhâti, tecnica di prânâyâma per purificare la parte frontale del cervello (teoria e pratica). Si proseguirà con la pratica di laghu-shankhaprakshalana (lavaggio breve intestinale, teoria e pratica). Si completerà il programma con i vari stadi di trâtaka, una pratica molto importante per sviluppare la forza di concentrazione per la stabilità della mente.

L’esperienza degli shatkarman è essenziale per poter proseguire verso il sentiero della realizzazione spirituale, dove la purificazione del corpo è messa al primo posto.

   

SPIRITUALITÀ CONTEMPORANEA (MAESTRI DEL XIX E XX SECOLO)

Ins.: Laura Liberale

Il corso presenta il pensiero di alcuni grandi maestri più vicini a noi nel tempo, come Râmakrishna Paramahamsa (1836-1886), Vivekânanda (1862-1902), Aurobindo (1872-1950), Ramana Maharshi (1879-1950), Nisargadatta Mahârâj (1897-1981) e altri ancora. Si tratta di figure di pensatori e di personalità molto diverse fra loro, ma accomunate da una sincera ricerca della verità, da condursi secondo i principi che hanno ispirato le origini e gli sviluppi delle «visioni» classiche (darshana) della realtà, fra le quali sembra svolgere un ruolo dominante quella non-dualista del Vedânta advaita, dopo che lo svâmin Vivekânanda la presentò al Parlamento delle religioni (Chicago, 1893) come rappresentativa del pensiero dell’induismo. Le opere dedicate da Vivekânanda ai vari aspetti dello yoga (karma-, bhakti-, râja-, jñâna-yoga) sono fondamentali per la comprensione della spiritualità indiana del secolo scorso e la Râmakrishna Mission, da lui fondata nel 1897 in memoria del suo maestro, continua a svolgere un’importante attività culturale e spirituale. Se gli insegnamenti di Ramana Maharshi, impartiti anche con il silenzio, si collocano nell’alveo del puro pensiero advaita, il pûrna-yoga di Aurobindo si presenta come una sintesi, ricca di spunti originali, delle diverse vie dello yoga, secondo la quale la trasformazione «integrale» dell’uomo comporta una sorta di accelerazione evolutiva capace di coinvolgere l’intera realtà, promuovendo l’ascesa della natura verso la Realtà divina. In generale, l’insegnamento tradizionale dello yoga continua a essere molto praticato nel mondo contemporaneo e si possono trovare ancor oggi dei maestri che, come Nisargadatta, appartenente al navnâth sampradâya, sanno affrontare le sfide del nostro tempo, rimanendo nel medesimo tempo fedeli alle proprie radici.

   

YOGA E DONNA

Ins.: Paola Campanini

L’obiettivo degli incontri sul tema «lo yoga e la donna» è quello di fornire ai futuri insegnanti alcuni spunti di riflessione ed approfondimento sulla pratica dello yoga in relazione allo specifico femminile, con particolare attenzione a tre importanti momenti che caratterizzano la vita della donna: 1) il ciclo mestruale, 2) la gravidanza e il parto, 3) il climaterio e la menopausa.

Primo incontro: Âsana e ciclo mestruale

Saranno proposti suggerimenti per la pratica più adatta in relazione ad alcuni aspetti collegati al ciclo mestruale e sugli effetti che la pratica di alcuni âsana producono. è importante che chi insegna sia in grado di dare ad ogni donna corrette indicazioni per poter adattare il lavoro, anche nell’àmbito di un corso collettivo, alle necessità femminili.

Verrà presentata una piccola guida relativa alle posizioni da evitare durante il periodo mestruale, quelle adatte ad equilibrare alcuni problemi relativi al ciclo mestruale e quelle che, se praticate con costanza, lo regolarizzano.

Secondo incontro: L’esperienza della gravidanza, del parto e della genitorialità

Nell’àmbito di questo incontro saranno approfonditi aspetti relativi alla pratica adeguata per la gravidanza e per la preparazione al parto; sulla base delle esperienze effettuate in differenti contesti verranno offerti alcuni spunti di riflessione sulle diverse modalità da seguire nell’organizzare corsi di preparazione al parto.

Verranno affrontati anche alcuni temi legati alla genitorialità. Se parliamo di corsi yoga di preparazione non possiamo trascurare il fatto che lo yoga è una ricerca di equilibrio e poiché la nascita di un figlio è fonte di un grande cambiamento che modifica l’equilibrio preesistente, il lavoro che proponiamo alle gestanti non deve essere finalizzato solo ad affrontare con più serenità il parto, ma anche al sostegno della donna e della coppia nel cammino genitoriale.

Terzo incontro: Il climaterio e la menopausa

Si esamineranno gli âsana ed altre pratiche utili per la più delicata fase della vita di una donna, e ci si soffermerà su tanti altri aspetti di questa disciplina che sono di grande aiuto per vivere la menopausa non come momento di declino, ma come possibilità di evoluzione e di crescita personale.

   

YOGA NELLA TERZA ETÀ

Ins.: Patrizia Vale

Lo yoga ha molto da dire a chi non è più giovane, e ne parla il linguaggio: lentezza, gradualità, rispetto del limite. Le caratteristiche da sviluppare nella pratica sono quelle che una persona anziana possiede già, o ha dovuto imparare nel corso del tempo. L’atteggiamento interiore richiesto per praticare lo yoga è insito nello stato della «terza età»: introspezione, ritiro dei sensi verso l’interiorità, ricerca della pace. Ecco perché lo yoga si adatta perfettamente ed è di grande utilità alle persone anziane. Saranno esaminate anche talune problematiche di salute tipiche della terza età e si indicheranno modifiche delle pratiche, fornendo anche consigli per la pratica dello yoga in presenza di disturbi. A titolo esemplificativo, alcuni degli argomenti trattati saranno i seguenti:

– Come ci comportiamo con un gruppo di ultra-sessantenni?

– E se nella nostra classe c’è una sola persona di più di sessant’anni?

– Che cosa cambia in una lezione per la cosiddetta terza età?

– E se qualcosa proprio non riescono a farla?

– Disturbi tipici dell’età e ruolo dello yoga.


INFORMAZIONI E ISCRIZIONI

Per ulteriori informazioni e per richiedere il modulo d’iscrizione, scrivere o telefonare a ISYCO - Magnanelli Edizioni, via Malta 36/14, 10141 Torino, Tel. 011-3821049, Fax 011-3821196, E-mail magnanelli@magnanelli.it.

Nelle richieste di informazioni inviate per E-mail si prega di indicare sempre un recapito telefonico e un orario di reperibilità per poter essere contattati.

Le iscrizioni si chiudono appena raggiunto il numero massimo previsto (40 allievi).

Per vedere le condizioni che regolano l'iscrizione e i costi, nonché per scaricare il modulo di iscrizione cliccare qui.


Domande frequenti

Quale esperienza di yoga è richiesta per iscriversi al corso?

Si richiede un’esperienza minima di due anni di pratica sotto la guida di un insegnante qualificato.

Ci sono dei limiti di età?

Si può accedere al corso con un’età minima di 21 anni. Non ci sono limiti massimi di età, compatibilmente con una buona salute.

Quale livello culturale è richiesto?

Per una buona comprensione delle lezioni, è consigliata una preparazione culturale a livello di scuola media superiore o formazione equivalente.

Vi sono altri particolari requisiti?

Alla domanda di iscrizione andrà allegato un certificato medico recente comprovante l’attitudine all’attività fisica, da rinnovarsi ogni anno.

Che succede se non posso frequentare tutte le lezioni?

La frequenza è obbligatoria per chi intende sostenere l’esame finale e ottenere il diploma. Le eventuali assenze, ammesse solo per seri impedimenti (e quindi giustificate) non potranno in ogni anno superare il 20% del monte ore previsto e non dovranno penalizzare eccessivamente una o più materie, soprattutto quelle eminentemente pratiche, per le quali la presenza è fondamentale.

è possibile iscriversi solo per approfondimento personale, senza accesso al diploma?

è possibile. In tal caso non sono richiesti particolari requisiti. Si avrà diritto comunque a un attestato di frequenza, purché le eventuali assenze non superino in ciascun anno il 20% del monte ore.

è possibile, sempre per approfondimento personale, iscriversi solo ad alcune lezioni?

Se vi sono posti liberi, è possibile iscriversi a singoli interi fine-settimana, ma non a singole materie.

C’è un esame ogni anno o solo alla fine del corso?

Durante il quadriennio verranno proposti test di verifica, elaborati o colloqui. Ciascun allievo avrà poi un «tutor» a cui appoggiarsi per verificare i propri progressi, colmare eventuali lacune e/o carenze specifiche, o consigliarsi circa il proprio percorso.

L’esame si tiene nella sede del corso?

Sì, ma l’eventuale «sessione di riparazione» avrà luogo a Torino.

Come si svolge l’esame finale?

Comprende tre elementi: 1) l’elaborazione, in forma scritta, di una lezione pratica, con il dettaglio (e motivazione) delle sequenze proposte; 2) un colloquio, in cui il candidato dovrà dimostrare una buona padronanza delle materie del corso; 3) una prova pratica, in cui il candidato dovrà guidare una parte della lezione che egli stesso ha preparato e dimostrare una sicura conoscenza delle diverse tecniche.

Che succede se non supero l’esame?

Qualora la preparazione del candidato sia giudicata insufficiente in uno o più dei suddetti elementi, potrà essere rinviato ad una successiva sessione di esami, con l’invito a colmare le lacune riscontrate. Si avrà comunque diritto a un attestato di frequenza.

Il diploma rilasciato è riconosciuto?

Attualmente in Italia non esiste una normativa che «riconosca» la professione di insegnante di yoga, a differenza di molte altre arti o professioni per le quale sussiste l’obbligo di iscrizione a un albo. Tuttavia il diploma rilasciato dall’ISYCO è garanzia di un percorso didaattico serio e qualificato: infatti i nostri corsi sono gli unici che hanno ottenuto il «patrocinio» del Dipartimento di Orientalistica dell’Università di Torino.

Quale materiale didattico viene utilizzato?

All’inizio del corso verrà fornito l’elenco dei libri di cui è opportuno provvedersi (su quelli delle Edizioni Magnanelli si avrà diritto allo sconto del 25%). Di alcune materie, a discrezione dell’insegnante, potranno essere predisposte dispense, tracce o schemi, che verranno collocati sul sito www.magnanelli.it, in un’area riservata da cui si potranno scaricare gratuitamente. Chi avesse difficoltà a operare su internet potrà richiedere le dispense in forma cartacea con un piccolo costo aggiuntivo. Nell’area riservata si potrà inoltre consultare e scaricare gratuitamente materiale didattico integrativo e di approfondimento, ad esempio le dispense di corsi ISYCO precedenti, o che si tengono in altra città.

Gli insegnanti indicati rimangono gli stessi per l’intero corso?

In linea di massima sì. Tuttavia possono aver luogo avvicendamenti e sostituzioni deliberate dal Consiglio Didattico, senza che l’ISYCO debba fornire giustificazioni.

è possibile registrare le lezioni?

Onde evitare di arrecare disturbo, non è consentito l’uso di registratori individuali. Tuttavia, in casi particolari, sarà consentito l’uso di un solo registratore da parte di un allievo «delegato» a ciò dai compagni di corso. In tal caso una copia della cassetta (o un CD con il file sonoro se si usa un registratore digitale) dovrà essere trasmessa alla Direzione.

Qualora vengano registrate lezioni per le quali l’insegnante non fornisce dispense, è possibile sbobinarle?

è possibile, purché tutti gli allievi che ne beneficieranno partecipino all’operazione, dividendosi opportunamente i compiti (sbobinatura, editing, revisione, ecc.). L’ultimo «controllo di qualità» verrà fatto dall’organizzazione che provvederà a mettere on line le lezioni sbobinate.

Che cosa occorre portare?

Il centro dove si svolge il corso è provvisto di tappetini, quindi è sufficiente il proprio telo, coperta, o asciugamano personale, e la tuta per la pratica, oltre all’occorrente per prendere appunti.

Quali sono le possibilità di pernottamento per chi viene da fuori?

Ogni iscritto dovrà provvedere personalmente alla ricerca e alla prenotazione di un eventuale albergo. L’organizzazione potrà eventualmente fornire indicazioni logistiche, ma non si assume alcuna responsabilità riguardo alla qualità dei servizi alberghieri.


Supervisione culturale: prof. Stefano Piano – Coordinamento didattico: Lorenza Ferraguti – Coordinamento operativo: Elisabetta Antonacci

ISYCO, Via Malta 36/14 - 10141 TORINO - Tel. 011-3821049 - Fax 011-3821196
E-mail magnanelli@magnanelli.it - Sito internet www.magnanelli.it 

   

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