Vuoi mettere alla prova le tue conoscenze sullo Yoga? Clicca qui!


ISYCO

ISTITUTO PER LO STUDIO DELLO YOGA
E DELLA CULTURA ORIENTALE

MAGNANELLI EDIZIONI

CORSO BIENNALE DI FORMAZIONE
ISTRUTTORI DI HATHA-YOGA
TORINO

2009-2011

CON IL PATROCINIO
DEL DIPARTIMENTO DI ORIENTALISTICA
UNIVERSITŔ DEGLI STUDI DI TORINO


Per vedere le CONDIZIONI che regolano l'iscrizione e i COSTI, cliccare qui


A chi č diretto il corso

Il corso, articolato in due anni di studio e sperimentazione, č rivolto a tutti coloro che, avendo giŕ una certa esperienza dello yoga, desiderano approfondire in particolar modo la conoscenza delle tecniche psicofisiche (hatha-yoga) e acquisire una sicura metodologia didattica.

Saranno presentati punti di vista e interpretazioni delle principali tradizioni e scuole esistenti, senza alcuna chiusura dogmatica.


Requisiti per l'ammissione e percorso didattico

Il corso č rivolto a persone in etŕ minima di 21 anni che abbiano una conoscenza di base dello yoga, orientativamente con una pratica di almeno due anni. č richiesto altresě un titolo di studio di licenza superiore o una formazione culturale equivalente.

Č previsto un colloquio preliminare, che potrŕ anche essere telefonico per chi abbia difficoltŕ a venire appositamente presso la nostra sede.

Alla fine del corso i partecipanti sosterranno una prova d’esame per poter conseguire il diploma di «istruttore di hatha-yoga» rilasciato dall’ISYCO.


Sede DEl CORSo e calendario delle lezioni

A partire da ottobre 2010 verrŕ attivato il secondo anno del corso biennale di Torino. Le lezioni si svolgeranno al sabato dalle 14,30 alle 18,30, e alla domenica dalle 9,30 alle 18,30 circa, per un totale di otto week-end per ciascun anno di corso, da ottobre ad aprile. Il sabato mattina č di norma libero da lezioni, ma quando necessario potrŕ essere destinato a colloqui, incontri con i docenti, test, verifiche, lezioni di recupero, attivitŕ integrative.

Sede del corso č il Centro Sportivo Ruffini, via San Paolo 160 (quasi angolo corso Rosselli), Torino, agevolmente raggiungibile con i mezzi pubblici (autobus n. 2, 56, 64, 71) e con facilitŕ di parcheggio.

Il calendario degli incontri del secondo anno sarŕ il seguente:

2-3 ottobre 2010

30-31 ottobre 2010

27-28 novembre 2010

18-19 dicembre 2010

29-30 gennaio 2011

19-20 febbraio 2011

12-13 marzo 2011

9-10 aprile 2011

Per vedere l'orario dettagliato delle lezioni, cliccare qui


LE «MATERIE» DEL CORSO

   

ANATOMIA E FISIOLOGIA DELL'ATTIVITŔ MOTORIA

Ins.: Carla Cazzola

L’obiettivo di questa disciplina č di fornire le conoscenze anatomiche e soprattutto fisiologiche degli apparati del corpo umano al fine di essere consapevoli, durante il movimento, del funzionamento del corpo nel suo insieme, dentro e fuori.

Le ossa, i muscoli, il cuore, i polmoni, il sistema nervoso sempre concorrono ad affinare ogni nostra azione. E l’effetto č sempre reciproco.

La didattica delle lezioni č mirata a consentire ai discenti di comprendere come le diverse modalitŕ di esecuzione dei movimenti producano effetti diversi sull’organismo, sia nella sfera fisica sia psichica. Verranno trattati i seguenti argomenti:

Il sistema cardio-respiratorio;

Il sistema osseo;

Il sistema muscolare: tipi di contrazione;

Il sistema nervoso correlato al movimento;

Posizioni e posture: cenni di biomeccanica.

   

ÂSANA, BANDHA, MUDRÂ

Ins.: Elisabetta Porta, Salvatore Salerno

Gli âsana, le «posture» dello Yoga, verranno prima di tutto praticati, sperimentati e successivamente studiati e analizzati in modo dettagliato prendendo come punto di partenza i testi tradizionali, sia dello Yoga classico (Yoga-sűtra di Patanjali), sia dello hathayoga (Hathayoga-pradîpikâ, Gheranda-samhitâ).

Posizioni sedute, in piedi, sdraiate, di allungamento anteriore, posteriore, laterale e di torsione, posizioni di equilibrio e capovolte verranno prese in esame dalla preparazione attraverso esercizi introduttivi, all'esecuzione, alle varianti; verrŕ suggerita una progressione e gli accorgimenti tecnici utili affinché ogni persona possa fruire dei benefici degli âsana, compatibilmente con le diverse esigenze e possibilitŕ individuali. Tale percorso si avvarrŕ delle indicazioni fornite dalle indispensabili nozioni occidentali di anatomia e fisiologia, nonché delle esperienze individuali dell'insegnante.

Bandha si puň tradurre come «legame» o «blocco». Ne verranno studiati gli effetti a livello fisiologico e mentale. Si esaminerŕ come l’applicazione dei bandha consenta di stimolare i canali energetici e di prevenire inconvenienti che potrebbero emergere in alcune pratiche avanzate dello yoga. Sarŕ sperimentato il loro rilevante effetto nel campo mentale.

Mudrâ significa «sigillo» o «gesto». Nello yoga si tratta di un gesto simbolico che produce effetti sottili e, in particolare con esso si intende un elemento che allontana il dolore e consente di cogliere un’esperienza universale. Saranno studiate dettagliatamente le principali mudrâ secondo la codifica dello yoga tradizionale. Saranno approfonditi alcuni âsana che possono evolversi in mudrâ mediante l’uso di punti di concentrazione, di prânâyâma, di ritenzioni del respiro (kumbhaka) e di bandha. Una parte del corso riguarderŕ lo «yoga delle mani» vale a dire lo studio di alcune mudrâ da praticare con le mani.

      

CULTURA E FILOSOFIA DELL'INDIA

Ins.: prof. Stefano Piano 

Il corso si propone di introdurre gli allievi a quell’insieme di dottrine e di pratiche assai complesse che va sotto il nome di yoga. La cultura brahmanica dell’India, che puň essere presentata come un modello alternativo alle tendenze materialistiche e consumistiche del nostro tempo, ha proposto, attraverso i suoi maestri, una via capace di condurre alla quiete mentale del samâdhi attraverso il controllo del corpo e del respiro. Per questo motivo appare utile e opportuno accostarsi a essa in modo serio, acquisendo poche informazioni, ma fondate su basi scientifiche, con un atteggiamento aperto e dialogico, rifuggendo dalle facili semplificazioni e dal qualunquismo spirituale che caratterizza certi momenti contemporanei.

Prima lezione: a) Le origini dello yoga (il sigillo raffigurante un Dio-yogin della Civiltŕ di Harappâ). Il riemergere delle tematiche relative allo yoga nei testi delle antiche Upanisad vediche (con lettura commentata di passi delle fonti sanscrite).

b) Il «nobile ottuplice sentiero» come forma di yoga buddhista. Cenni sulle sei principali «visioni» (darshana) del mondo elaborate dal pensiero brahmanico e sui loro testi fondamentali.

Seconda lezione: a) Il punto di vista «cosmologico»: Sâmkhya e Yoga. Le fonti. La visione dualistica (purusha e prakriti) e l’evoluzione della natura psico-fisica, con lettura commentata di passi dei testi originali e con speciale attenzione per gli Yoga-sűtra di Patańjali.

b) Lo yoga della Bhagavad-gîtâ (con lettura commentata di passi esemplari del testo).

Terza lezione: a) Breve introduzione alla nuova atmosfera culturale e religiosa determinata, a partire dal V secolo circa d.C., dal movimento che va sotto il nome di Tantrismo. L’emergere dell’importanza della Shakti (la divina Potenza, celebrata nel Devî-mâhâtmya).

b) Lo shadanga-yoga delle fonti tantriche. La tradizione dei nove nâtha, i «signori» [dello yoga]”, a cominciare da Matsyendra- e Goraksa-nâtha, e degli 84 siddha, i «perfetti», del buddhismo tantrico. le origini dello hatha-yoga. Cenni al Goraksha-shataka e alla Siddhasiddhânta-paddhati.

Quarta lezione: a-b) Presentazione dei testi basilari dello hatha-yoga: la Hatha-yoga-pradîpikâ.

Quinta lezione: a) Presentazione dei testi basilari dello hatha-yoga: la Gheranda-samhitâ.

b) Il significato dell’ajapa-japa e del mantra hamsah/so’ham nello yoga tantrico (con lettura commentata di passi scelti delle «Upanishad dello yoga»).

   

DIDATTICA

Ins.: Elisabetta Porta, Salvatore Salerno, Alberto Stipo

La didattica si propone di mettere l’allievo in condizione di fare una sintesi e di integrare i concetti che apprende nelle varie discipline, di farli propri per poi essere in grado di trasmetterli ai futuri allievi.

Questi sono i temi principali:

- Le problematiche e le responsabilitŕ dell’insegnante. Le qualitŕ necessarie per diventare un buon insegnante. Gli ostacoli che si possono incontrare sulla via dello yoga.

- Come orientarsi tra i vari metodi di insegnamento.

- Come strutturare una lezione di hatha-yoga.

- Accoglienza e osservazione degli allievi

- I vari modi per aprire una seduta. Tecniche di scioglimento e di riscaldamento.

- Come strutturare e condurre una sequenza di âsana. Esempi di sequenze.

- Come introdurre, in che misura e ordine i vari gruppi di posture: estensioni, allungamenti posteriori, torsioni, capovolte ecc.

- L’importanza della precisione e dell’attenzione durante l’esecuzione delle pratiche per evitare eventuali danni agli allievi.

- Come e dove introdurre spiegazioni relative ai benefici e alle controindicazioni delle posture.

- I chakra e la fisiologia sottile: quando introdurli e come spiegarli.

- Prânâyâma, mudrâ e bandha: dove inserirli in una lezione e con che criterio sceglierli.

- Come concludere una seduta (rilassamento, yoganidrâ, meditazione)

- Come e quando inserire dhâranâ e dhyâna in una seduta di hatha-yoga.

- Il rapporto insegnante-allievo. Professionalitŕ e deontologia dell’insegnante di yoga.

   

FISIOLOGIA APPLICATA

Ins.: Dott. Luigi Torchio

Cenni generali di fisiologia dello yoga, della respirazione e della meditazione.

L’effetto degli âsana sull’apparato scheletrico, muscolare e sugli organi.

Fisiologia delle singole posizioni: sperimentazioni pratiche atte a comprenderne i meccanismi d’azione.

Fisiologia del sistema nervoso. Sperimentazioni pratiche per comprendere i meccanismi d’azione delle principali tecniche di meditazione. Il riequilibrio delle ghiandole endocrine e loro correlazione con i chakra.

La corretta alimentazione e condotta di vita del praticante di yoga.

Prove pratiche finalizzate alla scelta corretta delle sequenze degli âsana per curare i principali problemi di salute.

Meccanismi di azione terapeutica delle purificazioni (shatkarman) e delle principali mudrâ.

Medicina ayurvedica: cenni generali sulle costituzioni vata, pitta e kapha. Prove pratiche per adattare la sequenza degli âsana alle costituzioni ayurvediche.

Pratiche yoga per migliorare i piů diffusi disturbi del sistema nervoso: ansia, insonnia, depressione, crisi di panico.

   

MANTRA-YOGA

Ins.: Adalberto Zappalŕ

Il Mantra-yoga č un insieme di pratiche dedicate alla purificazione della mente per mezzo della recitazione vocale sussurrata o mentale di sillabe, parole e versi provenienti dalla letteratura spirituale della tradizione yoga.

– Origine e significato del mantra. I mantra nella tradizione e nella letteratura yoga. Pratica: svasti-mantra.

– Il suono crea la forma: dalla filosofia agli esperimenti di fisica acustica. Cenni sulla fisiologia dell’emissione vocale e dell’esperienza uditiva. Pratica: Shânti-pâtha.

– Suoni e stati d’animo. La mente e la sua relazione con il suono: vocali e consonanti.

Classificazione dei vari tipi di mantra: bîja, pada, mâlâ. Introduzione al mantra OM: origine, simbolismo, significato.

– I tre livelli di pratica del Japa-mantra: Vâcika, Upâmshu, Mânasika.

– Significato di Bhajan e di Kîrtan. Pratica: Tryambaka-mantra.

– Il suono e il prâna: attraverso la pratica di varie combinazioni di suoni vocali, affinare la sensibilitŕ ai fenomeni energetici che si creano nel corpo e nella mente.

– ll mantra della respirazione: So ’Ham.

– I bîja-mantra in relazione ai chakra.

– Studio di alcuni mantra tradizionali.

– Vari stili e versioni nel modo di intonare i mantra tradizionali.

– Il mantra AUM intonato su differenti note musicali.

     

PRÂNÂYÂMA

Ins.: Alberto Stipo

II prânâyâma, tappa fondamentale nel cammino evolutivo dello yoga, ha caratteristiche proprie, che lo rendono unico fra le tecniche relative al respiro. Benché la sua pratica possa produrre notevoli cambiamenti nell’organismo fisico, esso ha lo scopo finale di indurre una stabilitŕ mentale che renda possibili le piů alte esperienze di tipo meditativo. Non va dunque considerato un semplice esercizio respiratorio, anche se il punto di partenza per la sua pratica č il miglioramento della respirazione stessa, imperfetta nella maggior parte delle persone.

Gli argomenti del corso comprendono:

– Significato e scopi del prânâyâma;

– Collocazione del prânâyâma nella progressione dello yoga;

– Differenti punti di vista sul prânâyâma nello Hatha- e nel Râja-yoga, e nei testi relativi;

– Relazione fra respirazione e prânâyâma;

– Caratteristiche del respiro spontaneo;

– Caratteristiche del respiro in âsana;

– Relazione fra respiro, personalitŕ e stati d'animo;

– Autoesame del respiro;

Âsana preparatori;

– Modificazioni del movimento respiratorio;

– Influenza del ritmo;

– Elementi costitutivi del prânâyâma;

– Relazione con le tecniche purificatorie (neti, kapâlabhâti);

– Varianti classiche (anuloma-viloma, ujjâyî, sűrya-bhedana, bhastrikâ, bhrâmarî, műrcchâ, shîtalî, sîtkârî, plâvinî) nell’esecuzione delle diverse scuole;

– Altre varianti notevoli;

– La ritenzione e i metodi per facilitarla;

– Le tecniche di frazionamento;

– I bandha;

Mudrâ collegate;

– Respirazione So ’Ham;

Prânâyâma esoterico;

– Progressione nella pratica e nell'insegnamento;

– Inserimento della pratica nella seduta di yoga e nello svolgimento di un corso annuale.

   

RÂJA-YOGA, MEDITAZIONE

Ins.: Alberto Stipo

Lo scopo dello «yoga regale» č il raggiungimento di un piů elevato stato di coscienza, dove, con la cessazione di ogni agitazione mentale, si raggiunge la condizione di «puro testimone», sicché le illusioni dell’esistenza ordinaria svaniscono e si ottiene la suprema armonia.

Il râja-yoga – compiutamente esposto negli Yogasűtra di Patańjali – puň quindi essere considerato il punto di arrivo di quelle vie dello yoga che mirano al controllo e alla gestione delle energie e forniscono potenti mezzi ausiliari a chi pratica le impegnative tecniche di concentrazione.

Gli argomenti trattati saranno i seguenti:

Râja-yoga e importanza della pratica, approfondimento del concetto di cittavritti-nirodha.

– Studio dei principali sűtra di Patańjali: presentazione teorica sostenuta da una pratica esperienziale.

– Teoria e pratica di pratyâhâra.

– Tecniche di rilassamento profondo e visualizzazione: pratica di yoga-nidrâ.

– La posizione seduta e le condizioni spazio-temporali.

– Il silenzio interiore (antar-mauna).

Dhâranâ; yantra e mandala come supporti della concentrazione.

Ajapa-japa

– Dhyâna: aspetti teorici e pratici della meditazione.

   

SHATKARMAN

Ins.: Salvatore Salerno 

La maggior parte dei praticanti di yoga non ha fatto esperienza delle tecniche di purificazione del corpo (shatkarman o kriyâ) a causa della scarsa conoscenza e della limitata diffusione di queste tecniche. Un insegnante di yoga deve essere aperto a sperimentare su se stesso le pratiche che impara, in modo da poterle a sua volta trasmettere in modo corretto e libero da preconcetti. Il programma ha proprio questo obiettivo, di fare conoscere e sperimentare queste tecniche, cosě come esse sono descritte nei testi tradizionali, in particolare la Gheranda Samhitâ.

Dopo un’introduzione generale alle pratiche degli shatkarman, con particolare riguardo alla corretta alimentazione, verranno affrontate le tecniche di purificazione vere e proprie con attenzione alla teoria e alla pratica. Verranno quindi descritte le pratiche di dhauti, partendo dalla pulizia delle parti del corpo sopra il collo (lingua, denti, ecc.), successivamente si farŕ la pratica di jala-neti (pulizia delle cavitŕ nasali). Si farŕ poi esperienza delle pratiche di purificazione della parte addominale (agnisâra-kriyâ), teoria e pratica; vashtra-dhauti (pulizia con garza, solo teoria, ecc.).

Progressivamente i praticanti dovranno vincere l’ostacolo mentale, liberandosi dei pregiudizi, e imparare a praticare con una mente aperta, requisito molto importante per un insegnante di yoga. Si praticheranno: nauli, tecnica avanzata di massaggio addominale (teoria e pratica); basti, tecniche di pulizia dell’ultimo tratto dell’intestino (teoria); kapâlabhâti, tecnica di prânâyâma per purificare la parte frontale del cervello (teoria e pratica). Si proseguirŕ con la pratica di laghu-shankhaprakshalana (lavaggio breve intestinale, teoria e pratica). Si completerŕ il programma con i vari stadi di trâtaka, una pratica molto importante per sviluppare la forza di concentrazione per la stabilitŕ della mente.


INFORMAZIONI E ISCRIZIONI

La preiscrizione, senza impegno, puň essere effettuata con un breve colloquio telefonico, garantisce il posto, e dovrŕ essere poi confermata entro il 30 settembre.

Per ulteriori informazioni e per effettuare la preiscrizione, scrivere o telefonare a ISYCO, via Malta 36/14, 10141 Torino, Tel. 011-3821049, Fax 011-3821196,

E-mail magnanelli@magnanelli.it.

Chi richiede informazioni a mezzo E-mail č pregato di indicare sempre un recapito telefonico e un orario di reperibilitŕ per poterlo contattare.

Per scaricare il modulo d'iscrizione o vedere condizioni e costi cliccare qui.

Le iscrizioni si chiudono appena raggiunto il numero massimo previsto (40 allievi) e in ogni caso non oltre il 31 ottobre.

Sono previste condizioni di favore per chi si iscrive con uno o piů amici e per chi risiede fuori Piemonte.


Domande frequenti

Quale esperienza di yoga č richiesta per iscriversi al corso?

Si richiede un’esperienza minima di due anni di pratica sotto la guida di un insegnante qualificato.

Ci sono dei limiti di etŕ?

Si puň accedere al corso con un’etŕ minima di 21 anni. Non ci sono limiti massimi di etŕ, compatibilmente con una buona salute.

Quale livello culturale č richiesto?

Per una buona comprensione delle lezioni, č consigliata una preparazione culturale a livello di scuola media superiore o formazione equivalente

Che succede se non posso frequentare tutte le lezioni?

La frequenza č obbligatoria per chi intende sostenere l’esame finale e ottenere il diploma. Le eventuali assenze non potranno in ogni anno superare il 20% del monte ore previsto.

Č possibile iscriversi solo per approfondimento personale, senza accesso al diploma?

Č possibile. In tal caso non sono richiesti particolari requisiti. Si avrŕ diritto comunque a un attestato di frequenza, purché le eventuali assenze non superino in ciascun anno il 20% del monte ore.

Č possibile, sempre per approfondimento personale, iscriversi solo ad alcune lezioni?

Se vi sono posti liberi, č possibile iscriversi a singoli interi fine-settimana, ma non a singole materie.

Come si svolge l’esame finale?

Il candidato dovrŕ dimostrare, attraverso un colloquio e una prova pratica, una buona padronanza delle materie del corso e una sicura conoscenza degli strumenti didattici che consentono di guidare in modo ottimale un gruppo di allievi.

Che succede se non supero l’esame?

Qualora la preparazione del candidato sia giudicata insufficiente in uno o piů dei suddetti elementi, potrŕ essere rinviato ad una successiva sessione di esami.

Che cosa occorre portare?

I centri dove si svolgono i corsi sono provvisti di tappetini, quindi č sufficiente il proprio telo, coperta, o asciugamano personale, e la tuta per la pratica, oltre all’occorrente per prendere appunti.


Supervisione culturale: prof. Stefano Piano – Coordinamento didattico: Alberto Stipo – Coordinamento operativo: Elisabetta Antonacci

ISYCO, Via Malta 36/14 - 10141 TORINO - Tel. 011-3821049 - Fax 011-3821196
E-mail magnanelli@magnanelli.it - Sito internet www.magnanelli.it 

   

Torna su